Il test di Turing, proposto da Alan Turing nel 1950, è da sempre un indicatore cruciale dell’intelligenza artificiale. Recentemente, un modello linguistico di OpenAI, GPT-4.5, ha superato questo celebre test, suscitando molte riflessioni sullo stato attuale dell’intelligenza artificiale. In uno studio recente, i ricercatori hanno rivelato che GPT-4.5 è stato giudicato umano il 73% delle volte, un risultato ben al di sopra della probabilità casuale del 50%.
Il test di Turing e i risultati sorprendenti
Il test di Turing è stato concepito come un esperimento per valutare la capacità di una macchina di pensare in modo simile a un essere umano. In questo test, un interrogatore deve interagire con due entità, una umana e una IA, senza poterle vedere. Se non riesce a distinguere correttamente l’umano dalla macchina, allora la macchina ha “superato” il test. Nel recente studio, i ricercatori hanno utilizzato un approccio a tre parti, con 300 partecipanti che hanno valutato vari modelli, tra cui GPT-4.5, GPT-4o di OpenAI, LLaMa 3.1-405B di Meta, e l’antico chatbot ELIZA. I risultati sono sorprendenti: GPT-4.5 ha superato il test con un tasso di successo del 73%, molto più alto rispetto alla probabilità casuale del 50%.
L’importanza del “prompt persona” nel test di Turing
Un aspetto chiave dello studio è l’uso di due diversi tipi di “prompt” per i modelli IA. Con il “prompt no-person”, in cui l’IA doveva semplicemente convincere l’interrogatore di essere umana, GPT-4.5 ha ottenuto un tasso di successo del 36%. Tuttavia, quando è stato dato un “prompt persona”, che assegnava all’IA il compito di impersonare una persona specifica, il modello ha raggiunto un impressionante 73%. Questo dimostra l’importanza del contesto e delle istruzioni nel guidare il comportamento dell’IA. Modelli come GPT-4.5, con un prompt che li orienta verso un ruolo specifico, sono in grado di convincere i partecipanti molto più facilmente.
Le implicazioni del superamento del test
Nonostante i risultati impressionanti, esperti come Cameron Jones e François Chollet avvertono che superare il test di Turing non significa che l’IA “pensi” come un umano. I modelli di IA possono sembrare intelligenti, ma non hanno comprensione o coscienza. Jones sottolinea che questi risultati mostrano la crescente capacità delle IA di sostituire gli esseri umani nelle interazioni brevi, con implicazioni per il lavoro e i rischi sociali. Il superamento del test di Turing apre nuove riflessioni su cosa significhi “pensare” per una macchina.
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