Energia

Piano Aria Piemonte: Misure Alternative al Blocco dei Veicoli Euro 5

di Redazione Luglio 29, 2026 3 min di lettura
Piano Aria Piemonte: Misure Alternative al Blocco dei Veicoli Euro 5

In Breve

Cosa prevede il Piano Aria del Piemonte?
Il Piano prevede misure alternative al blocco dei veicoli Euro 5, con investimenti per ridurre inquinanti.
Quali sono le città principali coinvolte?
Le città principali coinvolte sono Torino e Novara.
Quali sono le misure innovative introdotte?
Tra le misure ci sono incentivi per biocarburanti, sensori per fluidificare il traffico e vernici fotocatalitiche.

Il Consiglio regionale del Piemonte ha recentemente approvato un Piano per la qualità dell’aria che segna un’importante svolta nella gestione dell’inquinamento atmosferico nella regione. A partire dal prossimo autunno, non ci sarà il blocco dei veicoli Euro 5, una misura che avrebbe colpito in particolare le città di Torino e Novara, le uniche con oltre 100.000 abitanti potenzialmente coinvolte.

Il piano prevede un investimento iniziale di 50 milioni di euro nel prossimo biennio, cifra che potrebbe raggiungere circa 100 milioni includendo anche interventi per l’agricoltura e il riscaldamento. Entro la settimana, sarà lanciata una misura finanziata con 30 milioni di euro di fondi europei (FESR) destinata alla rigenerazione urbana in tutti i comuni piemontesi, con l’obiettivo di ridurre gli inquinanti atmosferici.

Una delle novità più significative è l’introduzione della “Tessera del biocarburante” per i residenti di Torino e Novara, che offrirà incentivi per l’uso di biocarburanti come l’HVO per i veicoli diesel. Sono previsti 7 milioni di euro all’anno per due anni, estesi anche ad alcune autovetture Euro 6 (fino a 6d-TEMP).

Il piano include anche misure per fluidificare il traffico, con un investimento di 12 milioni di euro per installare sensori in aree ad alta densità di traffico. Questi sensori utilizzeranno un’applicazione basata sull’intelligenza artificiale e saranno implementati in circa settanta incroci tra Torino e comuni limitrofi, con l’obiettivo di ridurre code e ingorghi del 30%.

Inoltre, la Regione finanzierà fino al 90% le velostazioni e promuoverà un bando “Bike to work” con sistema di cashback. Altre misure proposte includono la depavimentazione stradale, la creazione di piste ciclabili, la forestazione urbana e l’istituzione di Zone 30.

Il piano prevede anche soluzioni innovative per combattere l’inquinamento, come la nebulizzazione con cannon fog per ridurre le polveri sottili, l’aspirazione delle polveri nelle aree più trafficate e l’uso di vernici fotocatalitiche per disgregare gli inquinanti.

La Regione presenta l’iniziativa come un approccio alternativo al blocco dei veicoli Euro 5, che attualmente sono oltre 160.000 tra Torino e Novara, rispetto a un totale di 307.000 veicoli circolanti. Tuttavia, l’approvazione del piano ha suscitato reazioni critiche da parte dell’opposizione e di associazioni ambientaliste. Il rapporto Mal’Aria 2026 evidenzia che il Piemonte è tra i territori più critici della Pianura Padana, con centraline che registrano già valori superiori ai limiti fissati per il 2030.

In particolare, sono stati citati comuni come Chieri, Mondovì, Cavallermaggiore, Settimo Torinese, Borgaro Torinese e Domodossola per le elevate medie annuali di PM10 e PM2.5, e in alcuni casi, livelli di NO2 che indicano l’impatto del traffico e del riscaldamento domestico.

Il presidente della Regione, Alberto Cirio, ha definito l’esito del voto “un traguardo fondamentale per il nostro Piemonte”. L’assessore all’Ambiente ha sottolineato che il lavoro con un gruppo di esperti è durato un anno per individuare misure alternative in grado di fornire effetti misurabili e certificabili, definendo l’approccio “innovativo” e orientato alla mobilità nel suo complesso.

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