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L’Intelligenza Artificiale in Sanità: Innovazione e Responsabilità Medica

di Redazione Luglio 31, 2026 3 min di lettura
L’Intelligenza Artificiale in Sanità: Innovazione e Responsabilità Medica

In Breve

Come l'IA sta cambiando la sanità?
L'IA offre supporto a diagnosi e terapie, ma solleva questioni sulla responsabilità medica.
Quali sono i rischi legati all'uso dell'IA in sanità?
Rischi includono la dipendenza da valutazioni opache e problematiche di privacy.
Cosa prevede la Legge 132/2025 riguardo all'IA?
Introduce l'obbligo di consenso informato specifico per l'uso dell'IA in sanità.

L’Intelligenza Artificiale in Sanità: Innovazione e Responsabilità Medica

L’intelligenza artificiale (IA) sta rapidamente trasformando il settore sanitario, offrendo supporto a diagnosi, terapie e gestione dei pazienti. Tuttavia, questa innovazione porta con sé una serie di questioni cruciali riguardanti la responsabilità medica in caso di errori.

I sistemi di IA, basati su tecnologie di machine learning e deep learning, sono addestrati su enormi quantità di dati e si fondano su reti neurali. Questa complessità richiede una gestione rigorosa dei dati sanitari per prevenire violazioni della riservatezza e della privacy dei pazienti. Un rischio significativo è che gli operatori sanitari possano diventare eccessivamente dipendenti da valutazioni opache generate dall’IA, compromettendo la fondamentale relazione medico-paziente e sollevando questioni etiche e deontologiche.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha sottolineato l’importanza di proteggere l’autonomia umana, la riservatezza e la trasparenza dei sistemi di IA, promuovendo al contempo responsabilità e rendicontabilità. Sul piano giuridico, la posizione prevalente suggerisce che le aziende possano essere ritenute responsabili anche quando un singolo dipendente introduce strumenti di IA nel contesto lavorativo. Tuttavia, l’operatore sanitario mantiene la responsabilità professionale di verificare e interpretare criticamente i risultati forniti dagli strumenti automatici.

Le problematiche principali riguardano la responsabilità civile e il trattamento automatizzato dei dati sanitari. Secondo il regolamento GDPR, è necessaria una solida base giuridica e un consenso informato esteso per permettere l’uso dell’IA nel trattamento sanitario. Ogni sistema di IA ad alto rischio dovrebbe operare sotto il controllo diretto di personale sanitario qualificato, e il suo utilizzo deve essere registrato nel Fascicolo Sanitario Elettronico.

È importante distinguere tra la responsabilità per dispositivi con IA sotto controllo medico, dove rimane il giudizio di colpa professionale, e quella per dispositivi ad alta autonomia, in cui l’interruzione del nesso causale suggerisce di spostare la responsabilità verso il produttore e la filiera. Per riequilibrare innovazione e tutela del paziente, è fondamentale promuovere IA affidabile e trasparente, prevedendo una responsabilità oggettiva del produttore per gli errori “della macchina”.

In questo contesto, l’IA può essere considerata un dispositivo medico, la cui scelta e impiego ricadono sotto la responsabilità del medico, che deve garantire l’affidabilità degli strumenti utilizzati. La Legge 132/2025, agli articoli 7 e 13, introduce l’obbligo di un consenso informato specifico per l’uso dell’IA, in forma scritta o digitale, in linea con la Legge 219/2017. I pazienti hanno il diritto di essere informati su quando e come l’IA contribuisce a diagnosi o terapie, inclusi funzione, limiti, rischi e garanzie di controllo umano.

Dal 10 ottobre 2025, il consenso non riguarderà solo la scelta delle cure, ma anche la tecnologia IA impiegata, trasformandosi in uno strumento di partecipazione consapevole e responsabilità condivisa. L’introduzione dell’IA potrebbe ridurre fenomeni di medicina difensiva e favorire una medicina preventiva digitale, ma apre anche nuovi profili etici e giuridici che influenzeranno l’allocazione della responsabilità civile, rischiando di promuovere un uso meramente difensivo degli strumenti innovativi e opachi.

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