Innovazione

Innovazione nel trattamento del melanoma: il vaccino mRna Intismeran mostra risultati promettenti

di Redazione Agosto 24, 2026 2 min di lettura
Innovazione nel trattamento del melanoma: il vaccino mRna Intismeran mostra risultati promettenti

In Breve

Qual è l'obiettivo dello studio INTerpath-001?
Confrontare l'efficacia del vaccino mRna Intismeran con il pembrolizumab nel trattamento del melanoma.
Chi ha condotto lo studio?
L'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano in collaborazione con Moderna e Merck.
Quali risultati sono stati ottenuti?
Miglioramenti significativi nella recurrence-free survival e nella distant metastasis-free survival.

L’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano ha raggiunto un traguardo significativo nello studio internazionale di fase 3 INTerpath-001, randomizzando il maggior numero di pazienti al mondo: 82 su 128 sottoposti a screening. Questo studio, condotto su un totale di 1.137 pazienti, è frutto di una collaborazione tra Moderna e Merck e ha messo a confronto l’efficacia del vaccino personalizzato a mRna Intismeran in aggiunta al pembrolizumab rispetto all’uso del solo pembrolizumab.

I risultati preliminari hanno evidenziato un miglioramento statisticamente significativo in due obiettivi primari: la recurrence-free survival (Rfs) e la distant metastasis-free survival (Dmfs). Questi risultati sono particolarmente rilevanti per i pazienti con melanoma completamente asportato chirurgicamente ma ad alto rischio di recidiva, inclusi quelli con melanoma primitivo ad alto rischio e metastasi nei linfonodi regionali.

Il vaccino Intismeran è progettato utilizzando il materiale tumorale del paziente. Dopo un rigoroso controllo di qualità, il tessuto viene analizzato tramite un algoritmo in grado di identificare fino a 34 neoantigeni. L’mRna che codifica per questi neoantigeni viene quindi incapsulato in nanoparticelle lipidiche per facilitare l’ingresso nelle cellule target. Una volta somministrato, il vaccino stimola l’espansione delle cellule T specifiche contro il tumore, generando una memoria immunologica in grado di riconoscere e attaccare eventuali cellule tumorali residue.

“La nostra forza è essere stati il centro al mondo con la maggiore esperienza in termini di pazienti all’interno di questo studio,” ha dichiarato Michele Del Vecchio, direttore dell’Unità Oncologia Medica Melanomi dell’Int di Milano. “È una vera terapia personalizzata,” ha aggiunto, sottolineando come il vaccino sia costruito sulle caratteristiche individuali del tumore di ciascun paziente, con l’obiettivo di consentire al sistema immunitario di eliminare eventuali microfocolai metastatici.

Dal punto di vista della sicurezza, l’aggiunta del vaccino non ha mostrato un aumento significativo della tossicità rispetto al solo pembrolizumab, un aspetto cruciale per un trattamento adiuvante. I dati completi dello studio saranno presentati al congresso ESMO di ottobre a Madrid, dove si prevede anche la prosecuzione del follow-up per valutare la sopravvivenza globale. “Se questi risultati saranno confermati, questo approccio potrebbe diventare il nuovo standard di cura per il trattamento adiuvante dei pazienti con melanoma ad alto rischio,” ha concluso Del Vecchio, evidenziando l’importanza di una stretta collaborazione multidisciplinare nella gestione di terapie personalizzate.

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