Economia

Riassetto del Settore dell’Efficienza Energetica in Italia: Opportunità e Sfide

di Redazione Settembre 7, 2026 3 min di lettura
Riassetto del Settore dell’Efficienza Energetica in Italia: Opportunità e Sfide

In Breve

Qual è la dimensione attuale del settore dell'efficienza energetica in Italia?
Il settore ha un valore attuale di circa 17 miliardi di euro.
Quali aziende sono coinvolte nel possibile riassetto?
Le aziende principali coinvolte sono Veolia Italia, Rekeep e Renovit.
Qual è il potenziale di crescita del settore?
Il potenziale di crescita del settore potrebbe arrivare fino a 39 miliardi di euro.

Il settore italiano dell’efficienza energetica si trova a un bivio cruciale, con un possibile riassetto in vista. Attori chiave, tra cui operatori, fondi e grandi utility, stanno considerando operazioni di consolidamento che potrebbero concretizzarsi tra la fine dell’anno e il 2027. Secondo uno studio, il comparto ha attualmente un valore di circa 17 miliardi di euro, con un potenziale di crescita che potrebbe raggiungere i 39 miliardi. Gli operatori del settore sono consapevoli che per sfruttare appieno queste potenzialità, è fondamentale creare sinergie e economie di scala, soprattutto in un contesto caratterizzato da costi energetici elevati e dalla necessità di una transizione ecologica, come richiesto dall’Unione Europea.

Tra i dossier più significativi che potrebbero influenzare il futuro del settore emergono tre casi principali. Il primo riguarda Veolia Italia, nota anche come Siram, che serve circa 2.300 clienti pubblici e privati nei servizi di efficientamento energetico, rinnovabili, gestione dell’acqua e rifiuti speciali, con un focus particolare sugli ospedali. Per il 2025, l’Ebitda è previsto a 97 milioni di euro, e applicando i multipli di settore, il valore d’impresa potrebbe avvicinarsi a 1 miliardo di euro. La capogruppo Veolia Environnement ha incaricato Rothschild di esplorare possibili mosse sul capitale, sebbene al momento non ci siano processi formali avviati. Veolia Italia ha precisato che non è in vendita e che non fa parte del piano di dismissioni da 2 miliardi annunciato a novembre 2025, in seguito all’acquisizione di Clean Earth.

Il secondo dossier riguarda la divisione energia di Rekeep. Due anni fa, una cordata formata da Hera e Renovit aveva avviato trattative per l’acquisizione, ma non si era giunti a un accordo definitivo. Non si esclude che la questione possa riaprirsi, con la possibilità di interlocutori diversi rispetto al passato.

Infine, il terzo dossier concerne il possibile riassetto di Renovit, acquisita nel 2021 da Snam insieme a Cdp Equity, che detiene il 30% della società, specializzata nell’efficientamento degli immobili. Il management ha indicato che Renovit non è considerata parte del business core, e gli esperti prevedono un possibile disimpegno dell’azionista di controllo. Tuttavia, prima di una valorizzazione di mercato, sarà necessario affrontare la questione degli ingenti crediti fiscali legati al Superbonus. Snam ha supportato Renovit anche tramite un cash pooling, che nel bilancio 2025 supera 1 miliardo di euro, e il 2026 è indicato come un anno cruciale per la società.

In generale, il contesto del settore dell’efficienza energetica appare in continua evoluzione. Il consolidamento è visto come la principale strategia per aumentare la capacità operativa, dato che i principali operatori attuali sono considerati di dimensioni ridotte rispetto al potenziale di mercato. Le opportunità si estendono a vari ambiti, dall’industria all’illuminazione pubblica, dalle scuole agli ospedali e agli immobili privati, rendendo il settore un campo fertile per investimenti e innovazioni future.

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