Lavoro

Ex Ilva: il Governo sospende i licenziamenti e avvia un tavolo permanente per Taranto

di Redazione Settembre 9, 2026 3 min di lettura
Ex Ilva: il Governo sospende i licenziamenti e avvia un tavolo permanente per Taranto

In Breve

Quali sono le ultime novità sull'ex Ilva?
Il Governo ha sospeso i licenziamenti nell'indotto e ha avviato un tavolo permanente per Taranto.
Cosa prevede il tavolo permanente?
Il tavolo coordinerà interventi e monitorerà procedure, impatti occupazionali e opportunità di investimento.
Qual è l'obiettivo del Governo per il futuro dell'ex Ilva?
Puntare sulla sostenibilità e sulla decarbonizzazione dell'impianto.

Il futuro dell’ex Ilva di Taranto si fa più incerto, ma il Governo italiano ha preso una decisione importante: i licenziamenti nell’indotto sono stati sospesi. Questa misura arriva in un momento critico, in cui il Governo intende istituire un tavolo permanente per affrontare le questioni occupazionali e industriali della regione, coinvolgendo diversi ministeri, simile agli interventi adottati per la Terra dei Fuochi e per il Giubileo 2025.

In una riunione tenutasi l’8 settembre a Palazzo Chigi, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio ha presieduto tre tavoli di confronto tra enti locali, associazioni datoriali e sindacati. Durante questi incontri, è emersa la necessità di un piano industriale solido e credibile per la partecipazione pubblica all’ex Ilva. La valutazione delle offerte per la gestione dell’impianto richiederà circa due mesi, durante i quali resterà in vigore l’amministrazione straordinaria.

Prima di questi incontri, Aigi, rappresentante di 28 aziende associate, aveva annunciato l’intenzione di avviare 2.500 licenziamenti collettivi nell’indotto, in vista della prevista fermata dell’area a caldo entro fine ottobre. Tuttavia, il sottosegretario ha richiesto alle associazioni datoriali di attendere l’esito della Corte d’Appello di Milano, che ha già adottato un decreto di sospensione dell’area a caldo, valido per 90 giorni. Questa richiesta è stata accolta con senso di responsabilità dalle imprese associate.

Il tavolo permanente avrà il compito di coordinare gli interventi, monitorare le procedure e gli impatti occupazionali, nonché le opportunità di investimento nell’area. L’obiettivo è quello di favorire un approccio complessivo, piuttosto che interventi frammentati. Le linee guida del Governo per il futuro dell’ex Ilva puntano sulla sostenibilità e sulla decarbonizzazione, con l’implementazione di forni elettrici alimentati a DRI.

Le istituzioni locali hanno avanzato richieste specifiche, tra cui misure normative per Taranto, il blocco delle procedure di licenziamento e il mantenimento di un polo siderurgico decarbonizzato. Inoltre, è stato proposto di candidare l’area come zona di accelerazione industriale secondo il regolamento dell’UE, prevedendo incentivi mirati, sgravi fiscali e decontribuzione pluriennale per le assunzioni.

Il sindaco di Taranto ha sottolineato l’importanza di tutelare i lavoratori, garantire il futuro della fabbrica e promuovere investimenti alternativi per riassorbire la forza lavoro, specialmente per coloro che si avvicinano alla pensione o sono stati esposti a agenti inquinanti. Inoltre, è stato evidenziato il ruolo cruciale degli enti locali nella gestione degli esuberi.

Il presidente di Confindustria ha messo in evidenza che l’area a caldo è attualmente ferma per decisione dell’autorità giudiziaria, mentre l’area a freddo continua a operare. La mancanza di una cordata acquirente aumenta i rischi di chiusura dell’impianto. Ha definito seria la cordata promossa da Federacciai e ha esortato il Governo a valutare le offerte e scegliere la migliore.

Le prossime azioni saranno definite nei giorni successivi, in base all’esito dell’udienza della Corte d’Appello di Milano, prevista per il 9 settembre, e alle decisioni dei magistrati riguardo al provvedimento di sospensione dell’area a caldo.

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