Finanza

Riforma Fiscale Locale: Il Decreto Legislativo 147/2026 e le Novità su Imu e Tari

di Redazione Settembre 18, 2026 2 min di lettura
Riforma Fiscale Locale: Il Decreto Legislativo 147/2026 e le Novità su Imu e Tari

In Breve

Quali sono le principali novità del Decreto Legislativo 147/2026?
Il decreto introduce la dichiarazione telematica per l'Imu e modifica i termini di comunicazione per la Tari.
Quando è entrato in vigore il decreto?
Il Decreto Legislativo 147/2026 è entrato in vigore il 12 agosto 2026.
Cosa cambia per i contribuenti riguardo alla Tari?
I contribuenti devono ora comunicare variazioni entro 90 giorni dall'evento che le genera.

Il Decreto Legislativo 147 del 2026 ha apportato significative modifiche alla fiscalità locale in Italia, introducendo nuove disposizioni per l’Imu e la Tari. Entrato in vigore il 12 agosto 2026, dopo la sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, il provvedimento si propone di semplificare il rapporto tra contribuenti ed enti locali attraverso un processo di digitalizzazione degli adempimenti fiscali.

Una delle principali novità riguarda l’Imu, per la quale è ora obbligatoria la dichiarazione esclusivamente in forma telematica. Questo nuovo modello ministeriale non solo riduce i moduli da compilare, ma raccoglie anche le informazioni necessarie per eventuali agevolazioni locali. Inoltre, i Comuni avranno margini più ristretti per richiedere comunicazioni aggiuntive rispetto a quelle già fornite nel modello nazionale, mentre i contribuenti dovranno garantire maggiore tempestività nelle loro comunicazioni.

Per quanto riguarda la Tari, il decreto introduce un cambiamento importante nei termini di denuncia. Non sarà più possibile presentare la comunicazione entro il 30 giugno dell’anno successivo, ma dovrà essere trasmessa al Comune entro 90 giorni dall’evento che genera la variazione. Ciò include situazioni come l’acquisto di una nuova casa, l’inizio o la cessazione di una locazione, o modifiche nella superficie tassabile o nel numero dei componenti del nucleo familiare.

In caso di contenzioso sulle rendite catastali, il decreto stabilisce che durante la causa il contribuente continuerà a pagare l’imposta sulla base della rendita registrata. I conteggi definitivi saranno effettuati solo alla conclusione del giudizio. Se la rendita viene ridotta, il contribuente potrà richiedere il rimborso delle somme versate in eccesso entro il 31 dicembre del quinto anno successivo alla sentenza definitiva. Al contrario, se la rendita aumenta, il Comune potrà recuperare la maggiore imposta nello stesso periodo, applicando solo gli interessi e non sanzioni.

L’allungamento dei termini può comportare conguagli retroattivi per l’intero periodo interessato dalla lite catastale. Pertanto, chi contesta una rendita è tenuto a conservare la documentazione relativa alla controversia e ai versamenti effettuati.

Queste modifiche rappresentano un passo verso una maggiore efficienza nella gestione fiscale locale, mirando a semplificare le procedure e a migliorare la comunicazione tra cittadini e amministrazioni.

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