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L’Intelligenza Artificiale nel Regno Unito: Adozione Diffusa ma Valore Limitato

di Redazione Settembre 8, 2026 2 min di lettura
L’Intelligenza Artificiale nel Regno Unito: Adozione Diffusa ma Valore Limitato

In Breve

Qual è la percentuale di lavoratori che utilizza strumenti di AI nel Regno Unito?
L'81% dei knowledge worker nel Regno Unito utilizza strumenti di AI settimanalmente.
Quali sono le principali sfide nell'adozione dell'AI?
Le principali sfide includono l'integrazione in processi inefficaci e la mancanza di governance.
Cosa si intende per 'shadow AI'?
Il termine 'shadow AI' si riferisce all'uso di strumenti di AI non approvati da parte dei lavoratori.

L’adozione dell’intelligenza artificiale (AI) nel Regno Unito è in continua espansione, con l’81% dei knowledge worker che utilizza strumenti di AI settimanalmente. Tuttavia, questa diffusione non ha portato a una trasformazione organizzativa significativa né a benefici operativi chiari. Molte aziende hanno integrato l’AI in processi già frammentati e sistemi inefficienti, aggravando problemi esistenti piuttosto che risolverli.

Secondo un’indagine, il 58% dei responsabili IT ha segnalato un’elevata adozione dell’AI, ma con guadagni di produttività misurabili limitati. Inoltre, l’82% ha dovuto affrontare aumenti di costo inattesi legati all’implementazione dell’AI. Questo scenario mette in luce la necessità di una governance adeguata e di una visibilità chiara sugli esiti guidati dall’AI.

Un fenomeno preoccupante è quello della “shadow AI”, dove uno su quattro lavoratori utilizza strumenti di AI non approvati, creando attrito con le soluzioni ufficiali. Questo comportamento evidenzia una mancanza di contesto organizzativo, poiché quasi la metà dei leader IT ha dichiarato che i progetti AI si arenano a causa della mancanza di informazioni su struttura, priorità e diritti decisionali necessari per produrre output utilizzabili senza correzioni onerose.

Le metriche utilizzate per valutare l’efficacia dell’AI sono spesso fuorvianti, poiché si concentrano su aspetti come licenze e ore risparmiate, piuttosto che su esiti concreti. È fondamentale spostare l’attenzione su parametri misurabili come i tempi di risoluzione dei clienti, la riduzione del tempo necessario per la ricerca delle informazioni e la velocità decisionale. Un esempio positivo è la creazione di un assistente di vendita AI, che ha dimostrato di avere un impatto significativo sul processo commerciale, aumentando i tassi di risposta e generando nuovi incontri.

Con l’entrata in scena di agenti AI che operano autonomamente, le organizzazioni devono essere pronte a monitorare quali agenti esistono, chi li ha creati, a cosa hanno accesso e come viene misurata la loro performance. Le aziende che riusciranno a trarre vantaggio dall’AI non saranno necessariamente quelle che la utilizzano di più, ma quelle che la integrano in modo strategico con responsabilità chiare e governance adeguata, all’interno dei flussi di lavoro dove l’esecuzione avviene. L’adozione dell’AI è solo il primo passo; il vero obiettivo rimane la creazione di valore misurabile.

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