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Crisi climatica: tre allerta dal Monviso sulla sorgente del Po e i ghiacciai

di Redazione Settembre 3, 2026 2 min di lettura
Crisi climatica: tre allerta dal Monviso sulla sorgente del Po e i ghiacciai

In Breve

Quali sono le tre allerta emerse dal Monviso?
Il ghiacciaio del Coolidge è quasi estinto, la parete nord-est del Monviso è soggetta a crolli e la sorgente del Po mostra segni di sofferenza.
Cosa sono i rock glacier?
I rock glacier sono corpi detritici permeati da ghiaccio che fungono da serbatoi d'acqua.
Qual è l'importanza della Carovana dei Ghiacciai?
La Carovana dei Ghiacciai sensibilizza sulla crisi climatica e promuove politiche per la gestione delle risorse idriche.

Il Monviso, simbolo delle Alpi Cozie e sorgente del Po, lancia tre allerta significative in merito agli effetti della crisi climatica. Durante la tappa della Carovana dei Ghiacciai di Legambiente, esperti hanno evidenziato la drammatica situazione del ghiacciaio del Coolidge, ormai quasi estinto e declassato a glacionevato, non più misurabile. Inoltre, la parete nord-est del Monviso è soggetta a frequenti crolli, mentre la sorgente del Po mostra chiari segnali di sofferenza.

La Carovana dei Ghiacciai si è svolta alla vetta del Monviso, a 3.841 metri di altitudine, con la partecipazione di esperti di Arpa Piemonte e guardiaparco dell’ente di gestione delle aree protette del Monviso. Durante l’osservazione, è stata notata la presenza di rock glacier, corpi detritici permeati da ghiaccio che fungono da serbatoi d’acqua, richiedendo una riflessione approfondita sulla gestione delle risorse idriche.

La campagna internazionale Carovana dei Ghiacciai collabora con Cipra Italia e gode del supporto scientifico della Fondazione Glaciologica Italiana. Tra i partner figurano anche Comfort Zone e Frosta Italia. Vanda Bonardo, responsabile nazionale Alpi di Legambiente e presidente di Cipra Italia, ha sottolineato l’importanza del legame tra montagna, valle e comunità, evidenziando la necessità di una governance europea delle risorse montane, a partire dall’acqua. L’aumento delle temperature, infatti, riduce la neve e anticipa la fusione, modificando i tempi e le modalità con cui l’acqua raggiunge torrenti e fiumi, rendendo urgenti politiche strutturali di mitigazione e adattamento.

Marco Giardino, vicepresidente della Fondazione Glaciologica Italiana e docente dell’Università di Torino, ha messo in evidenza come l’ambiente glaciale e periglaciale possa contenere risorse idriche significative, come il lago Chiaretto e i rock glacier, che accumulano acqua in profondità e potrebbero rilasciarla quando i ghiacciai saranno scomparsi.

Secondo Barbero, direttore generale di Arpa Piemonte, la partecipazione dell’Agenzia conferma l’importanza di integrare monitoraggio scientifico, divulgazione e sensibilizzazione. L’estate appena trascorsa in Piemonte è stata la più calda della serie storica, con un incremento di +3.2 °C rispetto alla media. L’arretramento dei ghiacciai rimane uno degli indicatori più evidenti della crisi climatica; comprendere e monitorare questi processi è fondamentale per migliorare la prevenzione e la capacità di adattamento. La collaborazione tra enti di ricerca, agenzie ambientali, istituzioni e associazioni è quindi strategica per affrontare le sfide future.

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