Pubblicato il: 28/02/2025
Recenti sentenze del Tribunale di Roma hanno chiarito che l'amministratore di condominio non ha diritto a compensi extra per attività che rientrano nei suoi doveri ordinari. La questione è stata affrontata in più occasioni, confermando un orientamento volto a tutelare i condomini da richieste economiche ingiustificate.
Secondo la sentenza n. 15169 dell'8 ottobre 2024 del Tribunale di Roma, l'amministratore di condominio non può pretendere compensi aggiuntivi o rimborsi forfettari per la fornitura di copie documentali ai condomini. Il tribunale ha chiarito che l'obbligo di fornire tali documenti rientra nelle mansioni istituzionali dell'amministratore e non può essere oggetto di richieste economiche ulteriori.
Un'altra sentenza, la n. 18824 del 10 dicembre 2024, ha ulteriormente rafforzato questo principio. In questo caso, il Tribunale di Roma ha stabilito che l’amministratore non ha diritto a compensi extra per gli adempimenti fiscali relativi alla gestione del condominio, in quanto si tratta di attività ordinarie già incluse nelle sue funzioni e, pertanto, comprese nei suoi doveri, senza che vi sia il riconoscimento di somme aggiuntive nei suoi confronti.
Queste sentenze rappresentano una tutela importante per i condomini, che spesso si trovano a dover affrontare richieste di compensi extra per attività che dovrebbero rientrare nel normale incarico dell'amministratore. La giurisprudenza ha sottolineato che, affinché un compenso aggiuntivo sia legittimo, deve essere espressamente approvato dall’assemblea condominiale e specificato chiaramente nel contratto di nomina dell'amministratore.
Inoltre, questo orientamento giurisprudenziale rafforza l'idea che l'amministratore debba operare con la massima trasparenza nei confronti dei condomini. L'obbligo di presentare un preventivo chiaro e dettagliato, comprensivo di tutti i costi previsti per la gestione del condominio, è previsto dall'art. 1129 del c.c. e permette ai condomini di avere maggiore controllo sulle spese e di evitare richieste economiche non previste.
Affinché un amministratore possa richiedere un compenso extra, è necessario che tale richiesta sia concordata e deliberata dall’assemblea condominiale. In mancanza di una delibera specifica, qualsiasi richiesta di compenso aggiuntivo può essere contestata dai condomini. Secondo la normativa vigente, la mancata specificazione del compenso all'atto della nomina può rendere nulla la stessa nomina dell’amministratore.
Inoltre, è importante che i condomini siano informati sui loro diritti in merito alla trasparenza delle spese. L'accesso alla documentazione condominiale e la possibilità di verificare i conti sono strumenti fondamentali per garantire una corretta gestione economica del condominio e prevenire eventuali abusi.
Le recenti pronunce del Tribunale di Roma chiariscono che l'amministratore non può pretendere compensi extra per attività ordinarie, a meno che questi non siano stati concordati e deliberati in modo trasparente dall’assemblea condominiale e che, dunque, i condomini ne abbiano preventiva conoscenza. Questa giurisprudenza rafforza la tutela dei condomini e sottolinea l'importanza di una gestione chiara e trasparente delle spese nell’ambito delle amministrazioni condominiali.
Infine, queste decisioni evidenziano la necessità per i condomini di essere sempre informati e vigili rispetto alle spese di gestione del condominio. Partecipare attivamente alle assemblee e richiedere sempre chiarezza sui compensi e sulle spese previste sono azioni fondamentali per evitare controversie e garantire una corretta amministrazione del condominio. Oltre a ciò, va sottolineato che la legge garantisce ai condomini il diritto di impugnare le delibere condominiali quando vi siano irregolarità formali, vizi di sostanza o la stessa abbia un contenuto illecito.
Secondo la sentenza n. 15169 dell'8 ottobre 2024 del Tribunale di Roma, l'amministratore di condominio non può pretendere compensi aggiuntivi o rimborsi forfettari per la fornitura di copie documentali ai condomini. Il tribunale ha chiarito che l'obbligo di fornire tali documenti rientra nelle mansioni istituzionali dell'amministratore e non può essere oggetto di richieste economiche ulteriori.
Un'altra sentenza, la n. 18824 del 10 dicembre 2024, ha ulteriormente rafforzato questo principio. In questo caso, il Tribunale di Roma ha stabilito che l’amministratore non ha diritto a compensi extra per gli adempimenti fiscali relativi alla gestione del condominio, in quanto si tratta di attività ordinarie già incluse nelle sue funzioni e, pertanto, comprese nei suoi doveri, senza che vi sia il riconoscimento di somme aggiuntive nei suoi confronti.
Queste sentenze rappresentano una tutela importante per i condomini, che spesso si trovano a dover affrontare richieste di compensi extra per attività che dovrebbero rientrare nel normale incarico dell'amministratore. La giurisprudenza ha sottolineato che, affinché un compenso aggiuntivo sia legittimo, deve essere espressamente approvato dall’assemblea condominiale e specificato chiaramente nel contratto di nomina dell'amministratore.
Inoltre, questo orientamento giurisprudenziale rafforza l'idea che l'amministratore debba operare con la massima trasparenza nei confronti dei condomini. L'obbligo di presentare un preventivo chiaro e dettagliato, comprensivo di tutti i costi previsti per la gestione del condominio, è previsto dall'art. 1129 del c.c. e permette ai condomini di avere maggiore controllo sulle spese e di evitare richieste economiche non previste.
Affinché un amministratore possa richiedere un compenso extra, è necessario che tale richiesta sia concordata e deliberata dall’assemblea condominiale. In mancanza di una delibera specifica, qualsiasi richiesta di compenso aggiuntivo può essere contestata dai condomini. Secondo la normativa vigente, la mancata specificazione del compenso all'atto della nomina può rendere nulla la stessa nomina dell’amministratore.
Inoltre, è importante che i condomini siano informati sui loro diritti in merito alla trasparenza delle spese. L'accesso alla documentazione condominiale e la possibilità di verificare i conti sono strumenti fondamentali per garantire una corretta gestione economica del condominio e prevenire eventuali abusi.
Le recenti pronunce del Tribunale di Roma chiariscono che l'amministratore non può pretendere compensi extra per attività ordinarie, a meno che questi non siano stati concordati e deliberati in modo trasparente dall’assemblea condominiale e che, dunque, i condomini ne abbiano preventiva conoscenza. Questa giurisprudenza rafforza la tutela dei condomini e sottolinea l'importanza di una gestione chiara e trasparente delle spese nell’ambito delle amministrazioni condominiali.
Infine, queste decisioni evidenziano la necessità per i condomini di essere sempre informati e vigili rispetto alle spese di gestione del condominio. Partecipare attivamente alle assemblee e richiedere sempre chiarezza sui compensi e sulle spese previste sono azioni fondamentali per evitare controversie e garantire una corretta amministrazione del condominio. Oltre a ciò, va sottolineato che la legge garantisce ai condomini il diritto di impugnare le delibere condominiali quando vi siano irregolarità formali, vizi di sostanza o la stessa abbia un contenuto illecito.
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