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Mutui e tassi manipolati, niente rimborsi ai clienti degli interessi pagati, la Cassazione da ragione alle banche: novità

Pubblicato il: 27/02/2025

In tema di mutui bancari, la Corte di Cassazione è stata chiamata a risolvere tre questioni fondamentali che coinvolgono la validità di determinati contratti e clausole: la clausola Euribor, il mutuo solutorio e le clausole relative ai depositi cauzionali. Recentemente, la Procura Generale ha espresso il suo parere favorevole alle banche, dichiarando valide le condizioni contrattuali in tutti e tre i casi: vediamoli nel dettaglio.
La clausola Euribor e le sue implicazioni
Nel 2013 e nel 2016, la Commissione Antitrust europea ha accertato che alcuni istituti bancari, tra il 2005 e il 2008, avevano manipolato il tasso Euribor con pratiche anticoncorrenziali. Le decisioni sono state confermate dalla Corte di Giustizia dell'Unione Europea. Tutto ciò ha sollevato la questione sulla validità dei contratti di finanziamento che facevano riferimento all’Euribor durante quel periodo. Tuttavia, la Procura Generale presso la Cassazione ha sottolineato che i contratti di mutuo che utilizzano l’Euribor come parametro non sono da considerarsi "a valle" dell’intesa illecita, in quanto non rientrano nel contesto delle manipolazioni relative ai contratti derivati.
Il mutuo solutorio e la sua legittimità
Un’altra questione importante riguarda il cosiddetto mutuo solutorio, ovvero un mutuo stipulato per estinguere debiti pregressi verso la stessa banca. In passato, la giurisprudenza non è stata uniforme sul trattamento di questo tipo di contratto. La Corte di Cassazione, con un’ordinanza interlocutoria, ha deciso di chiedere l’intervento delle Sezioni Unite per chiarire la situazione. In ogni caso, secondo la Procura, quando il contratto di mutuo prevede espressamente che il denaro ottenuto serva a ripianare altre passività, il contratto stesso deve essere considerato valido e idoneo a fungere da titolo esecutivo per il recupero del credito.
Le clausole sui depositi cauzionali infruttiferi
Infine, un altro tema discusso riguarda le clausole che prevedono il versamento delle somme erogate su un deposito cauzionale infruttifero, in attesa dello svincolo finale. In questi casi, la giurisprudenza è divisa. Secondo un orientamento prevalente, l’operazione non esclude che il contratto di mutuo possa essere considerato un titolo esecutivo, in quanto l’obbligazione di rimborso del mutuatario nasce nel momento in cui i soldi vengono effettivamente consegnati. Tuttavia, secondo un altro orientamento (Cassazione 12007 del 2024), il mutuo e l’atto di erogazione non danno diritto alla banca di procedere con un’azione esecutiva se il denaro è stato versato in un deposito vincolato e non immediatamente a disposizione del mutuatario. In questi casi, la banca deve firmare un ulteriore atto per procedere con lo svincolo delle somme.
La posizione della Procura Generale
La Procura Generale presso la Corte di Cassazione, nelle memorie depositate per l’udienza del 18 febbraio 2025, ha espresso una posizione favorevole alla validità di tutti e tre i tipi di mutuo esaminati. In sintesi:
  • i contratti che utilizzano l’Euribor come parametro non sono invalidi, a meno che non si riferiscano a contratti derivati oggetto di manipolazioni;
  • il mutuo solutorio è legittimo, anche quando serve a estinguere debiti pregressi, e costituisce titolo esecutivo;
  • le clausole relative ai depositi cauzionali infruttiferi non invalidano il mutuo come titolo esecutivo, purché le somme siano svincolate secondo i termini contrattuali.


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