In Breve
- Qual è la situazione delle esportazioni del settore legno-arredo nel primo trimestre 2026?
- Le esportazioni hanno registrato un calo del 5,2%, raggiungendo 4,4 miliardi di euro.
- Quali mercati hanno mostrato cali significativi?
- Le vendite verso gli Stati Uniti sono diminuite del 15,4%, mentre quelle verso gli Emirati Arabi Uniti sono scese del 78,4%.
- Cosa ha richiesto FederlegnoArredo all'Unione Europea?
- Ha chiesto controlli più severi sulle merci in entrata per garantire il rispetto delle normative comunitarie.
Nel primo trimestre del 2026, il settore legno-arredo italiano ha subito una flessione nelle esportazioni, con vendite che hanno raggiunto i 4,4 miliardi di euro, segnando una diminuzione del 5,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Le vendite verso gli Stati Uniti hanno registrato un calo del 15,4%, mentre anche i mercati di Francia e Germania hanno mostrato segni di contrazione, rispettivamente del 3,4% e del 6,9%.
La crisi in Medio Oriente, aggravata dal conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran, ha avuto un impatto significativo sul settore, congelando i consumi e rallentando la realizzazione di grandi progetti. Questo ha portato a un crollo dell’export verso i Paesi Opec, con una diminuzione del 66% nel solo mese di marzo e del 23,4% nel periodo gennaio-marzo. Le vendite verso gli Emirati Arabi Uniti sono scese drasticamente del 78,4%, mentre quelle verso l’Arabia Saudita hanno registrato una flessione del 57,3%.
Il comparto del mobile, che è maggiormente orientato all’export, ha subito una contrazione del 7,5% nel trimestre, contribuendo a una diminuzione della produzione industriale del 3,5%. Tuttavia, alcuni mercati mostrano dinamiche positive: la Spagna ha registrato un aumento dell’1,3%, la Svizzera del 3,3% e i Paesi Bassi del 3%.
Segnali di ripresa si sono osservati ad aprile, con una flessione contenuta al 27% rispetto ad aprile 2025, suggerendo un progressivo riavvio degli scambi dopo un periodo di blocco. Claudio Feltrin, presidente di FederlegnoArredo, ha sottolineato che, sebbene ci siano segnali di miglioramento, il quadro rimane fragile e incerto.
Le imprese del settore evidenziano la difficoltà nel trovare mercati alternativi, poiché stabilire una presenza commerciale richiede tempo e risorse significative. Negli ultimi 10-15 anni, sono stati effettuati investimenti considerevoli in Russia, Cina, Stati Uniti e Medio Oriente, mercati attualmente in difficoltà.
Parallelamente, cresce la pressione della concorrenza cinese, con un aumento dell’import dalla Cina del 19,6% ad aprile rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Tuttavia, il cumulato del 2026 rimane negativo, con una flessione del 6,6% rispetto ai picchi elevati del 2025.
Per tutelare il mercato interno e quello europeo, FederlegnoArredo ha chiesto all’Unione Europea di implementare controlli più severi sulle merci in entrata, per garantire il rispetto delle normative comunitarie da parte dei produttori extra-Ue. «Non chiediamo dazi, ma severi controlli sulle merci in entrata per assicurare che anche i produttori extra-Ue rispettino le norme che l’Europa impone alle nostre aziende», ha dichiarato Feltrin.
