Energia

Fluxnium: la nuova frontiera dell’uranio estratto dall’acqua di mare

di Redazione Settembre 16, 2026 2 min di lettura
Fluxnium: la nuova frontiera dell’uranio estratto dall’acqua di mare

In Breve

Cos'è Fluxnium?
Fluxnium è una startup che sviluppa tecnologie per l'estrazione di uranio dall'acqua di mare.
Qual è l'obiettivo della tecnologia di Fluxnium?
L'obiettivo è fornire una fonte di combustibile nucleare competitiva e sostenibile.
Quali sono i rischi geopolitici legati all'uranio?
La concentrazione delle forniture di uranio in pochi paesi potrebbe portare a carenze strutturali in caso di aumento della domanda.

Fluxnium: la nuova frontiera dell’uranio estratto dall’acqua di mare

Fluxnium, una startup innovativa nel settore delle tecnologie pulite, ha annunciato lo sviluppo di una tecnologia pionieristica per l’estrazione di uranio disciolto nell’acqua di mare. Questo approccio mira a fornire una fonte di combustibile nucleare potenzialmente competitiva rispetto alle tradizionali miniere di uranio.

Un’opportunità sostenibile

I depositi oceanici contengono oltre 4 miliardi di tonnellate metriche di uranio, una quantità stimata sufficiente a soddisfare le esigenze globali per circa 50.000 anni. Negli ultimi cinque anni, i prezzi dello yellowcake, il minerale di uranio, sono aumentati del 75%, creando pressioni sui costi del settore nucleare e rendendo l’estrazione dall’acqua di mare un’opzione sempre più attraente.

La tecnologia di Fluxnium

La tecnologia sviluppata da Fluxnium si basa su fibre polimeriche progettate per aumentare la cattura dell’uranio. La società ha licenziato la chimica sviluppata nei laboratori del Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti e ha lavorato per migliorare la superficie delle fibre. Durante una dimostrazione in laboratorio, i costi di estrazione erano superiori a 200 dollari per libbra, ma grazie all’incremento della superficie delle fibre, è stato possibile ridurre il costo per unità di uranio estratto.

Il processo di estrazione

Il processo prevede la produzione di lunghe fibre intrecciate che vengono dispiegate in mare su boe. Queste fibre rimangono in acqua per un periodo compreso tra 30 e 60 giorni, prima di essere riportate a terra per l’eluzione dell’uranio. Questo metodo non genera scorie tossiche e le stesse linee possono essere riutilizzate più volte. L’uranio estratto viene poi purificato in yellowcake e immesso nella filiera commerciale.

Investimenti e prospettive future

Fluxnium ha recentemente completato un round seed di finanziamento da 7 milioni di dollari, guidato da Congruent Ventures, con la partecipazione di Active Impact Investments e Constellation Energy. Jeff Green, fondatore e CEO di Fluxnium, ha evidenziato il rischio geopolitico associato alla concentrazione delle forniture terrestri di uranio in pochi paesi. Attualmente, per l’Occidente, due terzi o tre quarti della fornitura mondiale proviene da nazioni come Kazakhstan, Uzbekistan, Russia, Namibia, Niger e Cina. Questa situazione potrebbe portare a una carenza strutturale di uranio se la domanda dovesse crescere come previsto.

Conclusioni

La tecnologia di Fluxnium rappresenta un passo significativo verso una fonte di combustibile nucleare più sostenibile e diversificata. Con la crescente domanda di energia nucleare e le pressioni sui costi, l’estrazione di uranio dall’acqua di mare potrebbe diventare una soluzione chiave per il futuro energetico globale.

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