Economia

Verso un’Industria dell’Ospitalità 4.0: Le Proposte di Federturismo

di Redazione Luglio 16, 2026 3 min di lettura
Verso un’Industria dell’Ospitalità 4.0: Le Proposte di Federturismo

In Breve

Qual è l'obiettivo del progetto di Federturismo?
Rendere l'industria dell'ospitalità in Italia più competitiva e semplificare la gestione delle imprese nel settore turistico.
Cosa sono i contratti di filiera?
Strumenti per incentivare progetti di investimento integrati tra diverse realtà del settore turistico.
Qual è la proposta di Federturismo per la tassa di soggiorno?
Rendere il contratto di filiera uno strumento permanente finanziato con almeno il 20% del gettito della tassa di soggiorno.

Massimo Caputi, presidente di Federturismo Confindustria dal 11 giugno, ha presentato un ambizioso progetto volto a trasformare l’industria dell’ospitalità in Italia, rendendola più competitiva e semplificando la gestione delle imprese nel settore turistico. Nonostante il turismo italiano mostri segnali di crescita, con una quota di arrivi dall’estero che raggiunge il 55%, il Paese fatica a tenere il passo con i competitor del Mediterraneo. Infatti, mentre la Spagna registra un incremento del +7%, Roma si ferma a +4%, evidenziando un ritmo di crescita che è circa la metà rispetto a quello di Spagna e Grecia.

Per consolidare il vantaggio competitivo dell’Italia, Caputi sottolinea l’importanza di accelerare su diversi fronti: investimenti, innovazione, sostenibilità, destagionalizzazione, sviluppo del capitale umano e valorizzazione delle aree meno sviluppate. È fondamentale considerare che il 90% dei turisti visita solo il 10% del territorio, lasciando ampi margini per distribuire i flussi turistici e contrastare il fenomeno dell’overtourism.

Tra le proposte operative di Federturismo, spicca la semplificazione normativa. Le imprese del settore richiedono regole più semplici, tempi certi e un supporto concreto da parte della pubblica amministrazione per accompagnare gli investimenti. In questo contesto, Federturismo sostiene l’introduzione di un decreto di semplificazioni sul turismo a “costo zero”, mirato a superare la complessità delle normative esistenti, spesso stratificate nel corso degli anni. Sebbene le proposte abbiano trovato accoglimento presso il ministro del Turismo e il Governo, Caputi avverte che la vera sfida risiede nell’attuazione pratica delle riforme.

Un altro strumento considerato cruciale è rappresentato dai contratti di filiera, introdotti con la Legge di bilancio 2026. Questi contratti sono progettati per incentivare progetti di investimento integrati tra diverse realtà del settore, come strutture ricettive, società di trasporto, imprese culturali, organizzatori di eventi, ristorazione, commercio e servizi. L’obiettivo è quello di generare economie di scala e aumentare la competitività complessiva del settore.

Per il buon funzionamento dei contratti di filiera, è essenziale avere procedure semplici, criteri chiari e tempi rapidi, evitando sovrapposizioni e ritardi burocratici che in passato hanno ostacolato l’implementazione di iniziative innovative. Federturismo propone inoltre che il contratto di filiera diventi uno strumento permanente, finanziato con almeno il 20% del gettito della tassa di soggiorno, il cui introito nel 2026 è previsto superare i 1,4 miliardi di euro. Questo approccio permetterebbe di reinvestire parte delle risorse generate dal turismo per accrescere la competitività del settore.

Dal punto di vista strategico, il turismo è considerato una priorità industriale nazionale. Confindustria ha affidato la responsabilità del settore al vicepresidente Leopoldo Destro, il quale ha in programma di sviluppare strumenti finanziari innovativi e di promuovere progetti di comune interesse europeo (IPCEI). Inoltre, sarà fondamentale collaborare con enti come Cassa Depositi e Prestiti, attualmente marginali nel comparto.

La visione prospettica delineata da Caputi prevede un turismo più destagionalizzato, competitivo, digitale e sostenibile entro il 2030. Questo approccio mira a creare valore diffuso, attrarre investimenti e innovazione, generando benefici tangibili per imprese, lavoratori e territori.

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