In Breve
- Che cosa ha avviato Ivass su Generali?
- Ivass ha avviato un'ispezione sull'asset management di Generali.
- Qual è la durata prevista dell'ispezione?
- L'ispezione durerà circa sei mesi.
- Quali sono le implicazioni dell'Opas di Intesa Sanpaolo su Mps?
- L'Opas ha implicazioni a cascata su Generali e ha portato all'avvio di un'istruttoria da parte dell'Antitrust.
L’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni (Ivass) ha avviato un’ispezione a Trieste, focalizzandosi sul segmento dell’asset management di Generali e sui relativi rapporti con Conning. Questa ispezione, che si prevede durerà circa sei mesi, è un passo significativo in un momento di crescente attenzione verso la gestione degli asset, considerata cruciale sia per la crescita del gruppo sia per la tutela del risparmio dei clienti.
Il contesto di questa indagine è ulteriormente complicato dalle recenti operazioni di mercato, in particolare l’Offerta Pubblica di Acquisto (Opas) di Intesa Sanpaolo su Monte dei Paschi di Siena (Mps), che ha ripercussioni anche su Generali. L’Autorità Garante della Concorrenza ha avviato un’istruttoria per valutare le implicazioni di questa operazione, evidenziando che Intesa potrebbe non esercitare un controllo di fatto su Generali attraverso il voto di lista, ma è necessario considerare i rischi di concentrazione nei settori di business comuni.
In particolare, l’Antitrust ha messo in guardia sui potenziali rischi nella gestione degli asset e nei rami Danni e Vita. Quest’ultimo segmento potrebbe presentare criticità maggiori a causa di legami strutturali e scambi di informazioni sensibili nel mercato delle polizze vita. L’integrazione di Alleanza, specializzata nel settore Vita, è stata accelerata e sarà discussa nel consiglio di amministrazione del gruppo il 30 settembre.
Un’Alleanza indipendente avrebbe potuto rappresentare una soluzione per mitigare le concentrazioni in caso di dismissione di asset. Secondo le normative vigenti, eventuali rimedi richiesti dall’Antitrust sarebbero imposti all’operatore che realizza l’operazione, non necessariamente al soggetto su cui l’operazione incide.
Generali sembra quindi orientata a procedere con un riassetto interno, un’opzione già valutata in passato ma mai attuata per timori di impatti negativi sulla creazione di valore. Tra i vantaggi attesi dal gruppo ci sono l’eliminazione della tassazione sulla maxi cedola che Alleanza stacca a favore della casa madre, che ammonta a 4,2 miliardi di euro tra il 2015 e il 2025, e sinergie operative che potrebbero derivare dalla razionalizzazione dei ruoli manageriali. La rete distributiva, tuttavia, non dovrebbe subire impatti significativi.
Le decisioni definitive sul riassetto interno saranno formalizzate il 30 settembre, in un momento cruciale per il futuro di Generali e per il panorama dell’asset management in Italia.
