Il Parlamento Europeo ha sollecitato la Commissione Europea (CE) a lanciare un nuovo programma di supporto per l’industria europea dei semiconduttori, con un focus particolare sui chip per l’intelligenza artificiale (AI) e altre tecnologie critiche. Secondo quanto riportato da Reuters, i legislatori hanno espresso insoddisfazione per i progressi del Chips Act del 2023, ritenendo necessaria una strategia più solida per garantire all’Europa l’accesso alle tecnologie avanzate.
Un appello bipartisan per una strategia più incisiva
Una lettera firmata da 54 eurodeputati appartenenti a tre principali fazioni parlamentari ha sottolineato l’urgenza di rendere l’Unione Europea più attrattiva per la ricerca, la produzione e gli investimenti nel settore dei semiconduttori. Il documento fa riferimento alle recenti tensioni geopolitiche come segnale d’allarme: l’Europa non può dare per scontato il suo accesso a tecnologie avanzate. Secondo Reuters, la lettera ha evidenziato la necessità di adottare misure concrete per rafforzare la competitività del settore.
La richiesta dei parlamentari arriva poco dopo un appello simile da parte delle principali aziende europee attive nell’industria dei semiconduttori. Tuttavia, nonostante la crescente pressione, la Commissione non ha ancora annunciato piani specifici per il settore. Reuters riferisce che nel 2025 la CE prevede il lancio di cinque pacchetti di investimento, ma nessuno di questi sembra destinato ai semiconduttori, una lacuna evidenziata dai legislatori.
Il primo Chips Act, varato nel 2023, ha stimolato gli investimenti nel settore, ma ha incontrato difficoltà nell’attrarre produttori di chip avanzati. Un esempio significativo è il caso di Intel, che ha rinunciato a costruire un grande stabilimento in Germania. La lettera dei parlamentari sottolinea la necessità di affrontare tali problematiche con urgenza, specialmente in un contesto di crescente competizione globale.
La situazione dell’Europa rispetto al resto del mondo
Oltre alle questioni interne, i legislatori europei hanno espresso preoccupazione per la crescente competizione tecnologica tra Stati Uniti e Cina. Secondo la lettera, l’UE deve proteggere i suoi “campioni” industriali dalle conseguenze dell’extraterritorialità, ovvero la pratica di alcuni paesi di applicare le proprie leggi al di fuori dei confini nazionali.
Con il crescente pressing da parte di leader politici e industriali, la Commissione Europea si trova di fronte a una decisione cruciale: ricalibrare la sua strategia di investimento nei semiconduttori o rischiare di rimanere indietro nella corsa globale all’innovazione tecnologica. Il futuro della sovranità tecnologica europea dipenderà dalle prossime mosse di Bruxelles.
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