Economia

Nike chiude l’anno fiscale con ricavi sopra le attese, ma l’outlook rimane cauto

di Redazione Luglio 1, 2026 3 min di lettura
Nike chiude l’anno fiscale con ricavi sopra le attese, ma l’outlook rimane cauto

In Breve

Quali sono i ricavi di Nike per l'ultimo trimestre?
Nike ha registrato ricavi di 10,97 miliardi di dollari nell'ultimo trimestre.
Come si prevede l'outlook di Nike?
Nike prevede una flessione dei ricavi compresa tra il basso e il medio singolo percentuale.
Quali sono le sfide attuali di Nike?
Nike affronta debolezza della domanda, eccedenze di magazzino e concorrenza locale.

Nike ha concluso l’ultimo trimestre dell’esercizio 2025-2026 con risultati finanziari superiori alle aspettative, registrando ricavi pari a 10,97 miliardi di dollari, oltre le previsioni medie di 10,86 miliardi. L’utile per azione si attesta a 72 centesimi, beneficiando di un recupero previsto dei dazi sulle importazioni, che ha contribuito con 52 centesimi. Nonostante questi risultati, il titolo ha mostrato una perdita dell’1,3% nel pre-market, per poi aprire in lieve rialzo.

Nel complesso, l’esercizio si è chiuso con ricavi totali di 46,4 miliardi di dollari, stabili rispetto all’anno precedente a cambi correnti, ma in calo del 2% a parità di tassi di cambio. Le vendite wholesale hanno visto un incremento a 27,5 miliardi di dollari (+6% su base riportata, +4% a cambi costanti), mentre le vendite dirette di Nike sono diminuite a 17,7 miliardi di dollari (-6% riportato, -8% a cambi costanti), principalmente a causa di un calo delle vendite digitali (-12%) e dei negozi diretti (-4%).

In termini di redditività, il margine lordo è aumentato di 20 punti base al 42,9%, mentre l’utile netto è sceso a 3,1 miliardi di dollari, con una diminuzione del 3%. L’utile diluito per azione si attesta a 2,10 dollari, anch’esso in calo del 3%. La società ha avvertito che la debolezza della domanda e l’incertezza macroeconomica continueranno a influenzare i conti nei prossimi sei mesi, con previsioni di una flessione dei ricavi compresa tra il basso e il medio singolo percentuale.

Il direttore finanziario uscente ha dichiarato che non si prevede un miglioramento significativo nel contesto economico. Nike attribuisce il rallentamento atteso nel secondo trimestre a fattori come una maggiore attività promozionale digitale in EMEA l’anno precedente e la diversa tempistica delle spedizioni wholesale in Nord America. Per affrontare questa situazione, la società sta riducendo gli ordini, moderando il future sell-in e gestendo le scorte in modo più rigoroso. Queste misure, sebbene possano moderare i ricavi, sono destinate a migliorare i margini lordi.

Il CEO Elliott Hill ha sottolineato gli interventi strutturali avviati per rafforzare la strategia “Sport Offense”, che si concentra sull’innovazione di prodotto, il rafforzamento del marchio e il riposizionamento verso sport principali come calcio e running. Inoltre, è previsto un reset della strategia in Greater China, per adattare l’offerta ai gusti locali e rafforzare il posizionamento premium, in un mercato che ha visto una diminuzione dei ricavi del 12% su base annua.

Il portafoglio marchi di Nike mostra criticità, in particolare per Converse, il cui fatturato trimestrale è crollato del 32%, portando le vendite annuali ai livelli più bassi dal 2011. Alcuni analisti hanno interpretato il trasferimento della star del basket Shai Gilgeous-Alexander al marchio principale come un possibile segnale di una futura dismissione di Converse. Tra i fattori che pesano sulle prospettive ci sono lo smaltimento delle eccedenze di magazzino, la concorrenza dei brand locali e le pressioni sui consumatori, che penalizzano l’abbigliamento sportivo.

In vista dei Mondiali di calcio, Nike ha incrementato gli investimenti di marketing. Infine, sul fronte della governance, il financial officer Matt Friend lascerà la società il 4 settembre, mentre David Denton, attuale direttore finanziario di Pfizer, assumerà la carica di chief financial officer a partire da agosto.

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