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PaleoBAYES e PaleoEcA: Innovazioni nella Ricostruzione della Storia Sismica

di Redazione Agosto 7, 2026 2 min di lettura
PaleoBAYES e PaleoEcA: Innovazioni nella Ricostruzione della Storia Sismica

In Breve

Cosa sono PaleoBAYES e PaleoEcA?
Sono strumenti sviluppati per ricostruire la storia sismica dell'Appennino centrale, utilizzando un approccio probabilistico.
Qual è l'importanza di PaleoBAYES?
PaleoBAYES consente di stimare la magnitudo dei terremoti passati tenendo conto delle incertezze associate alle misurazioni.
Come si differenziano gli eventi sismici nel catalogo paleosismologico?
Il catalogo tende a rappresentare eventi di elevata intensità, poiché quelli di magnitudo inferiore a 6,5 hanno bassa probabilità di lasciare tracce.

Un gruppo di ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e della Southern University of Science and Technology (SUSTech) ha sviluppato due strumenti innovativi: l’algoritmo open source PaleoBAYES e il database PaleoEcA. Questi strumenti sono stati progettati per ricostruire la storia sismica dell’Appennino centrale, risalente a oltre 27.000 anni fa, prima dell’era dei sismografi.

PaleoBAYES integra tre misurazioni geologiche fondamentali: il rigetto (spostamento della superficie), la lunghezza della rottura della crosta e l’età dell’evento sismico. Utilizzando un approccio probabilistico basato sull’inferenza bayesiana, il modello associa a ogni misura la relativa incertezza, producendo per ogni evento un intervallo di credibilità anziché una singola stima puntuale.

Il database PaleoEcA raccoglie informazioni su 44 paleoterremoti, consentendo una comprensione più profonda degli eventi sismici passati. Grazie a PaleoBAYES, è possibile considerare il degrado temporale delle tracce sismiche, il che significa che la probabilità di preservazione delle evidenze diminuisce con l’età dell’evento. Inoltre, il modello incorpora la distribuzione di frequenza delle magnitudo secondo la legge di Gutenberg–Richter.

Per i 44 eventi analizzati, l’incertezza al 95% nelle stime di magnitudo varia tipicamente nell’intervallo di ±0,3–0,7 unità. Un test condotto su eventi storici ha stimato la magnitudo del terremoto del Fucino del 1915 a M 6,83 ±0,13, in linea con i rilievi strumentali e macrosismici, che indicano un intervallo di M 6,7–7,0.

L’applicazione di PaleoBAYES in Appennino centrale ha rivelato che le tracce geologiche osservabili tendono a campionare eventi di elevata intensità. Infatti, i terremoti con magnitudo inferiore a circa 6,5 hanno una probabilità molto bassa di lasciare tracce che possano sopravvivere fino ai giorni nostri. Questo porta a una rappresentazione nel catalogo paleosismologico che tende a includere solo la coda estrema della distribuzione delle magnitudo.

Integrare PaleoBAYES con il catalogo PaleoEcA rappresenta un passo significativo verso la transizione da stime deterministiche a valutazioni probabilistiche e riproducibili del rischio sismico. Questo approccio sottolinea l’importanza di considerare la soglia di completezza e di propagare rigorosamente le incertezze, per evitare distorsioni sistematiche nelle valutazioni di pericolosità sismica.

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