Economia

Private Equity: Rallentamento degli Investimenti e Concentrazione della Raccolta nei Grandi Fondi

di Redazione Luglio 7, 2026 2 min di lettura
Private Equity: Rallentamento degli Investimenti e Concentrazione della Raccolta nei Grandi Fondi

In Breve

Qual è il valore degli investimenti nel secondo trimestre del 2026?
Il valore complessivo degli investimenti è sceso a 419,9 miliardi di dollari.
Come si è comportato il numero di operazioni di investimento?
Il numero di deal è aumentato del 2,2%, raggiungendo 5.672 operazioni.
Quali settori sono favoriti dai gestori di fondi?
I gestori puntano su software, cybersecurity, infrastrutture digitali e healthcare.

Il mercato globale del private equity entra nella seconda metà del 2026 con segnali contrastanti. Gli investimenti e le dismissioni hanno subito un rallentamento nel secondo trimestre, mentre la raccolta di capitale continua a crescere, ma si concentra sempre più nei grandi operatori.

Nel secondo trimestre del 2026, il valore complessivo delle operazioni di investimento è sceso del 22,8% rispetto al trimestre precedente, attestandosi a 419,9 miliardi di dollari. Questo rappresenta il livello trimestrale più basso dal secondo trimestre del 2024. Tuttavia, il numero di operazioni è aumentato del 2,2%, raggiungendo 5.672 deal, suggerendo una riduzione della taglia media delle operazioni.

Le ragioni di questo rallentamento sono molteplici e includono tensioni geopolitiche, incertezze legate all’intelligenza artificiale e un raffreddamento del mercato dei megadeal. Inoltre, permane una difficoltà nel trovare un punto di incontro tra le aspettative di venditori e acquirenti, complicando ulteriormente il panorama.

Le exit hanno registrato una contrazione del 19,7% nel trimestre, con un valore di 275,2 miliardi di dollari e 948 operazioni. Il ritmo delle dismissioni dall’inizio dell’anno è sostanzialmente in linea con il 2025, limitando la redistribuzione del capitale agli investitori istituzionali. Di conseguenza, molti investitori stanno ricorrendo a strumenti alternativi come i continuation fund, operazioni sul mercato secondario e ricapitalizzazioni per generare liquidità senza vendere immediatamente gli asset.

La raccolta di capitale dall’inizio dell’anno ha raggiunto 261,8 miliardi di dollari, circa il 17% in più rispetto al 2025. Tuttavia, il numero di fondi chiusi è molto più basso, con solo 310 fondi chiusi, il che, se confermato, porterebbe il totale annuo al livello più basso di oltre un decennio, con una flessione di circa il 25% su base annua.

Gli investitori istituzionali si mostrano interessati al private equity, ma privilegiano gestori con esperienza consolidata e capacità di creare valore operativo. Questo favorisce una concentrazione del mercato a vantaggio dei principali operatori, rendendo più difficile la raccolta per i fondi più piccoli.

In questo contesto, i gestori di fondi stanno puntando su società con modelli resilienti e forte generazione di cassa, con particolare attenzione a settori come software, cybersecurity, infrastrutture digitali e healthcare. L’intelligenza artificiale sta assumendo un ruolo sempre più centrale nelle strategie di investimento: oltre a rappresentare un settore d’investimento, è utilizzata come leva per migliorare l’efficienza operativa e incrementare la redditività delle partecipate.

Infine, sul fronte delle valutazioni, il mercato mostra segnali di stabilizzazione rispetto alla correzione avvenuta tra il 2022 e il 2024, con una marcata differenziazione tra asset di qualità e comparti più ciclici. I multipli appaiono ora più coerenti con il contesto dei tassi e delle prospettive di crescita globale, mentre le aziende tecnologiche più innovative continuano a registrare valutazioni superiori alla media.

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