Economia

Volkswagen rivede le previsioni 2026: utili in calo e piano per ridurre la complessità

di Redazione Luglio 24, 2026 3 min di lettura
Volkswagen rivede le previsioni 2026: utili in calo e piano per ridurre la complessità

In Breve

Qual è la revisione delle previsioni di Volkswagen per il 2026?
Volkswagen prevede un fatturato sostanzialmente in linea con l'anno precedente, con una possibile flessione fino al 3%.
Quali sono le principali difficoltà che affronta Volkswagen?
Le difficoltà includono una capacità produttiva eccessiva e un calo delle vendite in Cina.
Quali interventi propone Volkswagen per affrontare la crisi?
Il management propone di ridurre la complessità dei prodotti e adeguare le capacità produttive alla domanda reale.

Il Gruppo Volkswagen ha annunciato una revisione al ribasso delle previsioni per il 2026, accompagnata da un piano di misure per affrontare un contesto economico sempre più complesso. I risultati del secondo trimestre rivelano un significativo calo dell’utile, sceso del 32,9%, mentre il fatturato trimestrale ha mostrato un incremento del 2%, attestandosi a circa 82,44 miliardi di euro. L’utile operativo è diminuito di un decimo, raggiungendo circa 3,47 miliardi, con un margine operativo che è sceso al 4,2% rispetto al 4,7% del periodo precedente.

La nuova guidance per il 2026 prevede un fatturato sostanzialmente in linea con l’anno precedente, con una possibile flessione fino al 3%, rispetto alle precedenti previsioni di crescita fino al 3%. Il margine operativo è ora stimato fra il 4% e il 5,5%, in confronto al 2,8% registrato nell’anno precedente.

Il CEO Oliver Blume ha sottolineato le criticità strutturali del gruppo, affermando che “il modello economico del gruppo Volkswagen non è più sostenibile”. Tra le principali difficoltà si evidenziano una capacità produttiva eccessiva, dimensionata per volumi di circa 12 milioni di veicoli, rispetto ai circa 9 milioni effettivi, e un calo delle vendite in Cina, dove le vendite sono passate da 4,3 milioni di vetture nel 2019 a circa 2,7 milioni attuali. Inoltre, le stime sulle vendite di veicoli elettrici non sono state raggiunte: la previsione di 1 milione di auto elettriche in Cina per il 2025 si è confrontata con circa 115.000 veicoli effettivamente venduti.

Questa crisi arriva dopo un periodo di 15 anni di crescita complessiva per il gruppo, durante il quale i ricavi consolidati sono più che raddoppiati dal 2011 al 2025, passando da 159,3 miliardi a 321,9 miliardi di euro (+102%). Tuttavia, l’andamento del risultato operativo è stato meno lineare, con un picco nel 2023 di 22,5 miliardi e un margine del 7%, mentre nel 2025 l’utile operativo si è attestato a 8,9 miliardi con un margine del 2,8%. Anche il flusso di cassa operativo ha mostrato un andamento ciclico, con un massimo di 38,6 miliardi nel 2021 e una riduzione a 15 miliardi nel 2025.

Per affrontare questa situazione, il management ha proposto una serie di interventi che non prevedono esplicitamente la chiusura di impianti o licenziamenti immediati. Le misure mirano a ridurre la complessità e il numero di varianti dei prodotti, allineare più strettamente prodotti e tecnologie alle specificità dei mercati regionali, adeguare le capacità produttive alla domanda reale, semplificare le strutture organizzative e il portafoglio partecipazioni, e concentrarsi sulle attività core automotive. Tra le azioni operative indicate figurano la riduzione dei modelli e delle versioni, la diminuzione della capacità produttiva non necessaria, la cessione di attività non strettamente correlate all’auto e lo snellimento del personale non legato alla produzione.

In linea con questa strategia di focalizzazione, è stata annunciata la cessione della quota di maggioranza di Everllence, operazione che dovrebbe generare un afflusso di cassa di circa 7,4 miliardi di euro, rafforzando così la solidità finanziaria del gruppo. Al momento, non ci sono informazioni concrete riguardo a possibili cessioni di Ducati o a una quotazione di Lamborghini.

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