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MATRICS: Il Nuovo Progetto dell’INGV per Affrontare i Rischi Naturali in Italia

di Redazione Luglio 7, 2026 2 min di lettura
MATRICS: Il Nuovo Progetto dell’INGV per Affrontare i Rischi Naturali in Italia

In Breve

Cos'è il progetto MATRICS?
È un'iniziativa dell'INGV per valutare i rischi naturali concatenati.
Quali fenomeni naturali studia MATRICS?
Studia sismi, frane, liquefazione del terreno e maremoti.
Qual è l'obiettivo principale di MATRICS?
Migliorare la resilienza delle infrastrutture di monitoraggio durante eventi critici.

L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) ha recentemente avviato un ambizioso progetto quadriennale denominato MATRICS (Multi-hazard Assessment of TRIggered and Compound riskS). Questo progetto è parte integrante del programma Pianeta Dinamico 2026-2029 e si propone di sviluppare metodologie avanzate per la valutazione dei rischi naturali che si presentano in forma concomitante o sequenziale.

Tradizionalmente, gli studi sui rischi naturali si sono concentrati sull’analisi di singoli fenomeni, come sismi o frane. Tuttavia, il progetto MATRICS intende superare questa limitazione, investigando le dinamiche di interazione tra eventi naturali e gli effetti a cascata che possono verificarsi in un determinato territorio. Tra i fenomeni considerati vi sono i terremoti, le frane, la liquefazione del terreno e i maremoti.

Uno degli obiettivi principali di MATRICS è la valutazione della vulnerabilità delle infrastrutture di monitoraggio. Durante eventi sismici o vulcanici, i sistemi di trasmissione dati e le reti geodetiche possono subire interruzioni proprio nei momenti di massima criticità. Pertanto, il progetto svilupperà protocolli per analizzare l’esposizione di queste infrastrutture a pericoli multipli, orientando così strategie per una maggiore resilienza operativa.

Il progetto adotta un approccio multidisciplinare, coinvolgendo diverse sedi dell’INGV e una rete di partner accademici, tra cui le università di Napoli, Torino, Camerino, Chieti-Pescara, Firenze, il Politecnico di Milano e la Fondazione Eucentre. La coordinatrice del progetto ha evidenziato l’importanza della collaborazione tra istituzioni per fornire basi scientifiche solide alla prevenzione e alla gestione delle emergenze.

Per validare le metodologie sviluppate, il progetto si concentrerà su due aree geografiche ad alta complessità geologica: lo Stretto di Messina, storicamente colpito dal devastante sisma del 1908, e l’Emilia-Romagna, che ha vissuto la sequenza sismica del 2012. L’obiettivo è migliorare la pianificazione territoriale e fornire agli enti decisionali strumenti analitici in grado di descrivere la complessità dei fenomeni naturali.

Infine, l’integrazione tra sismologia, geologia e ingegneria è considerata un elemento chiave per tradurre la ricerca in strategie operative di sicurezza pubblica. Questo approccio è fondamentale per garantire l’efficienza delle infrastrutture critiche destinate alla protezione civile, soprattutto in scenari di rischio multiplo.

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