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Smog e Fertilità Maschile: Nuove Evidenze dai Recenti Studi

di Redazione Luglio 7, 2026 2 min di lettura
Smog e Fertilità Maschile: Nuove Evidenze dai Recenti Studi

In Breve

Qual è il principale risultato dello studio spagnolo?
Gli uomini del nord della Spagna mostrano una qualità del seme nettamente superiore rispetto a quelli del sud e della Spagna centrale.
Cosa ha rivelato lo studio statunitense sulla metilazione del DNA spermatico?
Sono stati identificati 39 cambiamenti nella metilazione del DNA associati all'esposizione a inquinanti atmosferici.
Qual è l'importanza di queste ricerche?
Sottolineano la necessità di politiche pubbliche per ridurre l'esposizione a inquinanti e migliorare la salute riproduttiva maschile.

Due recenti studi presentati al congresso annuale dell’European Society of Human Reproduction and Embryology (ESHRE) hanno messo in luce il potenziale impatto dei fattori ambientali sulla qualità del seme maschile. Le ricerche suggeriscono che l’inquinamento atmosferico potrebbe influenzare non solo la fertilità, ma anche la salute riproduttiva a lungo termine.

Il primo studio, condotto in Spagna, ha coinvolto 386 uomini sottoposti a valutazioni in sette centri di procreazione assistita tra giugno 2024 e dicembre 2025. I ricercatori hanno raccolto dati su variabili come il luogo di residenza, l’indice di massa corporea, l’anamnesi e le abitudini di vita, per analizzare la qualità del seme. I risultati hanno evidenziato differenze significative tra quattro regioni spagnole. In particolare, gli uomini del nord della Spagna hanno mostrato una qualità del seme nettamente superiore, con una media di 94,35 milioni di spermatozoi mobili, rispetto ai 50,11 milioni della Spagna centrale. Inoltre, la motilità media degli spermatozoi nel nord era del 44,79%, mentre nel sud e nella Spagna centrale si attestava rispettivamente al 55,4% e al 53,4% di ridotta motilità.

Nonostante le abitudini di vita siano risultate simili tra le diverse regioni, solo la posizione geografica e la durata dell’astinenza sono rimaste correlate in modo indipendente alla qualità del seme. Questo suggerisce che le esposizioni ambientali, come l’inquinamento, possano avere un ruolo determinante nella fertilità maschile.

Il secondo studio, condotto negli Stati Uniti su oltre 2.000 uomini reclutati a Salt Lake City tra il 2013 e il 2017, ha analizzato campioni di sperma raccolti in vari momenti. Gli autori hanno esaminato la metilazione del DNA spermatico in 1.220 uomini dopo sei mesi. Hanno stimato l’esposizione a inquinanti atmosferici, come ozono e biossido di azoto, durante il periodo di spermatogenesi, riscontrando 39 cambiamenti nella metilazione del DNA associati a queste sostanze. Tra le alterazioni identificate, spicca la metilazione modificata del gene GNAS, già nota per il suo legame con la qualità del seme e lo sviluppo embrionale.

Gli autori degli studi sottolineano l’importanza di replicare i risultati e di indagare ulteriormente se queste modifiche molecolari possano avere effetti misurabili sulla fertilità maschile, sugli esiti della gravidanza e sulla salute della prole. Gli esperti richiamano l’attenzione sulla necessità di politiche di salute pubblica mirate a ridurre l’esposizione a inquinanti e contaminanti ambientali, evidenziando la responsabilità delle autorità regolatorie a livello nazionale ed europeo.

Queste evidenze, sebbene preliminari, pongono interrogativi significativi sulla salute riproduttiva maschile e sull’impatto dell’ambiente, richiedendo ulteriori studi per confermare i meccanismi e le implicazioni cliniche.

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