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Sette arresti per l’omicidio di Diabolik a Roma, ci sono i presunti mandanti

di italpress Settembre 9, 2026 2 min di lettura
Sette arresti per l’omicidio di Diabolik a Roma, ci sono i presunti mandanti

In Breve

Chi è stato arrestato a Roma?

Sette persone sono state arrestate con accuse di omicidio aggravato con metodo mafioso, estorsione, tentato omicidio e associazione a narcotraffico.

Qual è il contesto dell’omicidio di Diabolik?

L’omicidio di Fabrizio Piscitelli, detto Diabolik, è stato eseguito nel 2019 al parco degli Acquedotti ed è stato qualificato come un’azione mafiosa per favorire il clan Senese.

Quali prove hanno portato agli arresti?

Intercettazioni ambientali e telefoniche, analisi di chat criptate e indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia hanno raccolto gravi indizi di colpevolezza.

Sette arresti per l’omicidio di Diabolik a Roma, ci sono i presunti mandanti

ROMA (ITALPRESS) – Su delega della Procura di Roma – Direzione Distrettuale Antimafia, gli agenti della Polizia di Stato e i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 7 soggetti, gravemente indiziati, a vario titolo, di omicidio aggravato con metodo mafioso, estorsione con armi da guerra, tentato omicidio e associazione finalizzata al narcotraffico. Il provvedimento è stato emesso dal gip del Tribunale di Roma. Al centro dell’indagine vi è la ricostruzione della regia criminale dietro l’esecuzione di Fabrizio Piscitelli, detto “Diabolik”, avvenuta il 7 agosto 2019 al parco degli Acquedotti.
La complessa e premeditata organizzazione del delitto, eseguita in pieno giorno, è stata qualificata dal gip del Tribunale di Roma come azione con metodo mafioso, finalizzata ad agevolare il clan Senese, egemone nell’area in cui il delitto è stato consumato. L’omicidio ha generato nel territorio romano un diffuso clima di assoggettamento ed omertà, palesato dall’evidente reticenza dei testimoni oculari e dei sodali più stretti della vittima.
Attraverso intercettazioni ambientali e telefoniche e l’analisi di chat criptate, gli inquirenti hanno raccolto gravi elementi indiziari in ordine all’esistenza di un accordo criminoso integrato tra diverse compagini delinquenziali operanti a Roma, volto a tutelare i rispettivi interessi nel lucroso mercato del narcotraffico.
Le indagini che hanno portato all’emissione dell’ordinanza che dispone le misure cautelari, coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma, Direzione Distrettuale Antimafia, individua, in particolare, gravi indizi di reità a carico di tre esponenti di primo piano della criminalità romana, gravemente indiziati di essere i promotori e mandanti dell’omicidio.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).

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