Energia

Il cambiamento climatico e la gestione del rischio idrico in Italia: un appello alla riforma

di Redazione Ottobre 15, 2026 2 min di lettura
Il cambiamento climatico e la gestione del rischio idrico in Italia: un appello alla riforma

In Breve

Qual è l'impatto del cambiamento climatico sulle risorse idriche in Italia?
Il cambiamento climatico ha portato a periodi di siccità alternati a piogge intense, richiedendo una riconsiderazione della gestione delle risorse idriche.
Cosa propone Marco Casini per affrontare il rischio idrico?
Marco Casini propone di diversificare le fonti idriche e di introdurre un bilancio idrico che riduca le perdite.
Qual è il concetto di 'città spugna'?
Il concetto di 'città spugna' prevede soluzioni per aumentare la permeabilità dei suoli e favorire il trattenimento dell'acqua.

Il cambiamento climatico sta avendo un impatto significativo sui regimi pluviometrici in Italia, nel Mediterraneo e in Europa occidentale. Questo fenomeno ha portato a periodi di siccità alternati a piogge intense, richiedendo una riconsiderazione della gestione delle risorse idriche e del rischio idrogeologico.

Marco Casini, segretario generale di Aubac, ha sottolineato l’importanza di adeguare gli approcci e gli strumenti per affrontare queste sfide. Secondo Casini, è necessario un cambiamento culturale: l’acqua non può più essere considerata una risorsa scontata. È fondamentale introdurre un bilancio idrico che tenga conto della manutenzione delle reti e della riduzione delle perdite, che attualmente ammontano al 42,4% a livello nazionale, rispetto al 27% degli anni ’90.

Tra le misure suggerite da Casini vi è la diversificazione delle fonti idriche, poiché l’85% dell’acqua utilizzata in Italia proviene dal sottosuolo. Diventa quindi cruciale promuovere il riuso, la desalinizzazione e l’aumento di invasi per captare le precipitazioni, sempre più concentrate a causa del cambiamento climatico.

In ambito agricolo, la sfida non riguarda solo l’efficienza dell’irrigazione, ma anche la scelta di colture adatte ai nuovi contesti climatici. È essenziale che gli agricoltori si adattino alle nuove condizioni per garantire la sostenibilità delle produzioni.

Per quanto riguarda le aree urbane, è necessario ripensare le città con soluzioni che aumentino la permeabilità dei suoli e favoriscano il trattenimento dell’acqua, riducendo così il rischio di allagamenti. Il concetto di “città spugna” diventa sempre più rilevante in questo contesto.

La gestione efficace del rischio idrico richiede anche di superare i limiti amministrativi, attraverso la creazione di autorità di bacino capaci di coordinare le azioni tra diverse regioni, province e comuni. La conoscenza del territorio e la prevenzione sono fondamentali, e la rimappatura delle aree pericolose tramite modelli idraulici digitali avanzati è un passo necessario.

Infine, strumenti di governo del rischio adeguati possono facilitare l’accesso a finanziamenti e la realizzazione di interventi più efficaci, garantendo una gestione sostenibile delle risorse idriche in un contesto di cambiamento climatico.

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