In Breve
- Quali sono le proposte di Assonime e Borsa Italiana?
- Assonime e Borsa Italiana propongono misure fiscali per incentivare gli investimenti in azioni, inclusi conti di risparmio agevolati e un'estensione del bonus IPO.
- Come funzionano i conti di risparmio proposti?
- I conti di risparmio devono avere almeno il 70% in azioni italiane ed europee e prevedono una tassazione minima dello 0,7% annuo.
- Cosa prevede il bonus IPO?
- Il bonus IPO potrebbe essere esteso a imprese con capitalizzazione fino a 1 miliardo di euro, coprendo spese di quotazione e permanenza in listino.
Per incentivare un maggiore afflusso di risparmio verso il mercato azionario, Assonime e Borsa Italiana hanno elaborato un pacchetto di proposte fiscali da inserire nella prossima legge di bilancio. Queste iniziative si inseriscono in un contesto più ampio di sforzi per rivitalizzare il mercato dei capitali, che include un manifesto per lo sviluppo del mercato, un fondo gestito da Cdp per supportare le PMI quotate, semplificazioni regolamentari e la riforma del Testo Unico della Finanza (Tuf).
Le proposte nascono dalla necessità di affrontare la scarsità di nuove quotazioni e la bassa incidenza degli investimenti diretti in azioni da parte delle famiglie italiane, che rimane significativamente inferiore rispetto al PIL. Attualmente, si registra una preferenza per gli investimenti obbligazionari, in particolare in titoli di Stato.
Il primo intervento proposto riguarda i conti di risparmio e investimento (Savings & Investments Accounts), con due possibili trattamenti fiscali. La modalità più semplice prevede una tassazione minima dello 0,7% annuo sul valore medio dell’investimento, in alternativa alle imposte su capital gain e dividendi, e l’esenzione dall’imposta di successione, simile a quanto applicato a Buoni Ordinari del Tesoro (BoT) e Buoni del Tesoro Poliennali (BTp).
Per accedere a questa semplificazione, i conti devono avere almeno il 70% degli investimenti in azioni italiane ed europee, essere investiti direttamente o tramite fondi, e avere importi calibrati al risparmiatore: fino a 50mila euro per il primo anno, con incrementi annuali di 20mila euro fino a un massimo di 200mila euro, senza vincoli temporali. La gestione fiscale del conto sarebbe a carico dell’intermediario. Inoltre, è prevista una franchigia esentasse per i primi 10mila euro di investimento, elevata a 20mila euro per i giovani fino a 35 anni.
Un secondo elemento del dossier mira a rendere più esteso e strutturale il cosiddetto bonus IPO, attualmente riservato alle imprese con fatturato fino a 50 milioni di euro. La proposta è di estendere il sostegno, tramite crediti d’imposta, anche alle imprese con capitalizzazione di mercato fino a 1 miliardo di euro, coprendo non solo parte delle spese iniziali di quotazione, ma anche i costi successivi legati alla permanenza in listino. Questo includerebbe anche agevolazioni fiscali per il passaggio tra segmenti di mercato, come dal segmento growth al circuito principale.
Infine, sul fronte delle ricapitalizzazioni, si propone di introdurre agevolazioni fiscali sia per gli investitori in azioni di nuova emissione, mediante crediti d’imposta, sia per le imprese, tramite meccanismi di deduzione dalle imposte societarie per alcuni anni dopo la ricapitalizzazione. L’obiettivo complessivo è avvicinare il trattamento fiscale della raccolta di risorse sul mercato azionario a quello del debito, i cui interessi godono della deducibilità fiscale, per connettere più efficacemente risparmio e economia reale.
