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Rinnovo Contrattuale nel Settore Bancario: La Fabi Chiede Aumenti e Normative Chiare

di Redazione Novembre 3, 2026 2 min di lettura
Rinnovo Contrattuale nel Settore Bancario: La Fabi Chiede Aumenti e Normative Chiare

In Breve

Qual è la richiesta della Fabi riguardo agli stipendi?
La Fabi chiede un aumento medio di 518 euro mensili per i lavoratori del settore bancario.
Quando avrà decorrenza il rinnovo contrattuale?
Il rinnovo contrattuale avrà decorrenza dal 1° aprile 2026.
Quali sono le preoccupazioni riguardo all'intelligenza artificiale?
Si teme che l'intelligenza artificiale possa ridurre le assunzioni se non gestita correttamente.

Il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, ha lanciato un appello alle banche per presentare una proposta concreta riguardo agli aumenti salariali, in vista del rinnovo del contratto nazionale che è in discussione da sette mesi. Le trattative con l’ABI stanno procedendo, ma con notevole lentezza, complicate dalla concentrazione delle banche su importanti operazioni finanziarie che rischiano di diventare un pretesto per ritardare le decisioni.

La Fabi ha richiesto un incremento medio di 518 euro mensili a regime nel triennio, una richiesta supportata da dati significativi sulla redditività del settore. Tra il 2022 e il 2025, infatti, gli utili delle banche sono aumentati del 72%, mentre il costo del lavoro è cresciuto solo del 7%. I ricavi medi annui per lavoratore sono stimati in 430mila euro, a fronte di un costo del lavoro medio di 77mila euro, il che significa che i ricavi superano di oltre 5,5 volte il costo.

Per facilitare il progresso della trattativa, Sileoni ha evidenziato l’importanza di un mandato chiaro per il Comitato affari sindacali e del lavoro dell’ABI, insieme a una proposta salariale concreta. In mancanza di un accordo, la conflittualità potrebbe intensificarsi all’interno dei gruppi bancari, specialmente durante le integrazioni.

Il rinnovo contrattuale avrà decorrenza dal 1° aprile 2026, e la Fabi ha messo in guardia che il tempo perso nelle trattative non deve tradursi in una diminuzione del potere d’acquisto per i lavoratori. Oltre agli aspetti economici, la componente normativa sarà cruciale: la riduzione dell’orario di lavoro, le pressioni commerciali, la sicurezza e la professionalità devono essere garantite anche in caso di cambi di proprietà e riorganizzazioni aziendali.

Sileoni ha anche richiamato l’attenzione sull’impatto dell’intelligenza artificiale sull’occupazione, sottolineando che la sua gestione nei piani industriali del 2027-2028 sarà determinante. Ha avvertito che la tecnologia non dovrebbe essere utilizzata come una scorciatoia per ridurre le assunzioni; piuttosto, è necessario investire in nuove assunzioni, formazione e sviluppo di nuove professionalità.

La Fabi ha ricordato gli accordi precedenti riguardanti i prepensionamenti volontari e il Fondo per l’occupazione, che hanno facilitato il ricambio generazionale e portato a oltre 40mila assunzioni. Questo tema sarà centrale nel Congresso nazionale che si terrà a Roma dal 18 al 22 gennaio. Sono previsti incontri con l’ABI il 9 e il 19 novembre per continuare il dialogo e cercare di arrivare a una soluzione condivisa.

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