In Breve
- Qual è la natura delle relazioni tra Italia e Ungheria secondo l'ambasciatore?
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Le relazioni sono basate su solide fondamenta e un partenariato strategico consolidato dal 2010.
- Quali settori economici sono prioritari per la cooperazione tra i due Paesi?
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I settori prioritari includono energia, meccanica, logistica, farmaceutica e innovazione tecnologica.
- Come l'ambasciata ungherese supporta le piccole e medie imprese italiane?
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Attraverso l’organizzazione di eventi B2B, esposizioni e facilitando la ricerca di nuovi partner e opportunità di mercato.

ROMA (ITALPRESS) – Le relazioni fra Italia e Ungheria sono basate su “solide fondamenta”, suggellate da un partenariato strategico e da visite politiche regolari, a cominciare da quella del nuovo primo ministro ungherese, Peter Magyar, lo scorso maggio a Roma.
E’ l’opinione dell’ambasciatore d’Ungheria in Italia, Andor Ferenc David, intervistato da Claudio Brachino per Diplomacy Magazine, la rubrica di geopolitica dell’agenzia Italpress. E’ un rapporto bilaterale talmente consolidato, quello fra Italia e Ungheria, da spingere Magyar a effettuare una visita in Italia subito dopo la sua elezione e ancora prima del suo insediamento, ricorda l’ambasciatore. “Ancora non insediato è stato ricevuto dal presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, il 7 maggio. Ma ci sono stati anche altri incontri, come ad esempio tra i nostri ministri degli Affari esteri durante la riunione degli Amici dei Balcani occidentali, e quello tra i presidenti delle nostre assemblee parlamentari, Fontana e Forsthofer, sempre qui a Roma”, osserva David. A proposito del partenariato strategico, siglato nel 2010, “credo che – ha aggiunto il diplomatico – questa cornice abbia fornito anche sul piano economico, culturale e sociale delle opportunità di sviluppo”. L’Italia, secondo David, “è un grande Paese, fondatore dell’Unione europea, membro del G7 e del G20. Certamente la voce dell’Italia è importante non soltanto nella politica europea, ma in quella mondiale”. Per questo, un coordinamento con l’Italia può essere utile anche “nei vari forum internazionali” e su temi di comune interesse, dall’energia all’immigrazione fino al tema dell’allargamento europeo nei Balcani occidentali.
Dal punto di vista economico, l’obiettivo “è migliorare sempre”, secondo il diplomatico. “Io vorrei vedere uno scambio e una cooperazione molto più ampia fra le piccole e medie imprese, che sono la colonna vertebrale delle nostre economie – osserva -. Le grandi aziende sono abbastanza autonome nel cercare i propri mercati e le proprie cooperazioni, ma le piccole e medie imprese sono quelle che hanno bisogno di una specie di ‘spintà, anche quella che noi possiamo, come ambasciata, fornire, aiutandole così a cercare nuovi partenariati e nuove possibilità”. La realizzazione di eventi B2B o esposizioni possono essere d’aiuto, secondo David, “a riflettere” su progetti comuni. “Quello che l’Ungheria può offrire è un grande valore aggiunto, perchè c’è un grande focus sulla ricerca e sull’innovazione nel nostro Paese”, osserva poi, indicando le ricerche delle Università che si combinano in Ungheria con i campi dell’IT, del settore energetico e della logistica. “Ci sono varie dimensioni in cui, con i partner italiani, possiamo intraprendere una cooperazione più concreta”, conclude. L’ambasciatore cita anche come esempio “un investimento in corso con i nostri partner italiani nel porto di Trieste, che speriamo avanzerà anche in futuro, che fornirà una nuova via verso l’Europa centrale e i suoi mercati, e infine anche verso i Balcani occidentali”.
Il mercato ungherese di per sè, secondo David, è una realtà già sotto l’attenzione dell’Italia. “Ci sono due grandi banche italiane presenti in Ungheria, che hanno già dato un contributo molto importante all’economia – sia quella delle imprese che quella delle famiglie ungheresi – e hanno un know-how che può essere utile, non soltanto agli imprenditori ungheresi che vogliono venire qui in Italia, ma anche a quelli italiani che vogliono andare in Ungheria”, aggiunge il diplomatico. Dal punto di vista degli investimenti, secondo David “bisogna sempre prendere in considerazione la cosa più importante: che il mercato e il Paese in cui si investe siano affidabili, che le regole siano chiare”. Un dato che si sposa, in Ungheria, con l’attrattività di alcuni settori come quello dell’energia, della meccanica e della logistica ma anche della farmaceutica, campo in cui il Paese vanta una lunga tradizione. “Quindi quello che voglio dire agli investitori italiani è che sono i benvenuti in Ungheria, che possono trovare delle realtà avanzate e una vasta scelta per dei partner adatti alle loro esigenze”. L’Ungheria si rivela un partner affidabile, secondo David, anche in senso più lato, nei confronti dell’intera Unione europea di cui fa parte, e non solo dal punto di vista economico. “Il governo ungherese è pronto a collaborare strettamente con i partner europei per la sicurezza e il benessere comune. L’Ungheria è un partner affidabile, pronto al riscontro e che rispetta e tutela i trattati che sono stati firmati. E’ un partner che sa dov’è il suo posto nel sistema euro-atlantico, un sistema in cui ci sono già le possibilità di rappresentare i propri interessi nazionali, ma non in modo monopolizzante bensì attraverso una sensibilità anche per gli altri. Perchè soltanto conoscendo le intenzioni e i punti di sensibilità degli altri Paesi si può raggiungere un accordo e una politica comune”, osserva, citando poi temi quali la difesa comune e la protezione delle frontiere esterne. “L’Ungheria sarà sempre, anche nel futuro, un partner molto affidabile”, ribadisce.
La vicinanza tra i Paesi, infine, si realizza anche e soprattutto attraverso la conoscenza tra i rispettivi popoli. “La cultura italiana e quella ungherese hanno delle radici profonde. Se guardiamo alla nostra storia millenaria, quando in Ungheria abbiamo accolto il cristianesimo come religione ufficiale il nostro primo re ricevette la corona dall’Italia, da Roma”, ricorda l’ambasciatore. “Durante il Rinascimento, poi, vari studiosi e scienziati italiani si trovarono nelle corti dei re ungheresi, e durante il Risorgimento italiano c’erano degli ungheresi fra i garibaldini. Non possiamo infine dimenticare il generoso supporto degli italiani durante la nostra Rivoluzione del 1956, che fu schiacciata dalle truppe sovietiche. Dopo quanto accadde, l’Italia offrì una solidarietà eccezionale, accogliendo tanti profughi dall’Ungheria. Tanti rimasero e ricominciarono qui una nuova vita”, ricorda il capo della missione diplomatica a Roma. Alla luce di questi lunghi rapporti, l’Ungheria ha un Istituto di cultura a Roma “già da cent’anni, e invito tutti gli spettatori a venire a vedere questo magnifico palazzo, un gioiello dell’architettura romana”. “Credo che questa dimensione sia una delle più belle nelle relazioni bilaterali, una dimensione che continuerà a fiorire e a produrre dei frutti anche nel futuro”, conclude l’ambasciatore Andor Ferenc David.
(ITALPRESS).
-Foto Italpress-
