Economia

Anie: Rischio di Vuoto Post-Pnrr, Necessaria Continuità negli Investimenti

di Redazione Settembre 22, 2026 3 min di lettura
Anie: Rischio di Vuoto Post-Pnrr, Necessaria Continuità negli Investimenti

In Breve

Qual è il timore principale di Anie riguardo al Pnrr?
Il timore è che la conclusione del Pnrr lasci un vuoto di domanda e risorse nel settore.
Come si è comportato il fatturato dei settori Anie nel primo semestre del 2026?
Il fatturato è salito del 9% nominale, rispetto al +3% della manifattura.
Quali sono i mercati abilitati dalle tecnologie Anie?
I mercati includono energia, edilizia, industria, infrastrutture e trasporti.

Durante l’assemblea pubblica del 2026 di Anie Confindustria tenutasi a Milano, è emerso un forte timore riguardo al futuro del settore elettrico e elettronico in Italia. Il presidente di Anie, Vincenzo de Martino, ha avvertito che la conclusione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) potrebbe lasciare il settore privo della domanda e delle risorse necessarie per sostenere gli investimenti e la crescita.

«Il “dopo” non può essere un ritorno al prima», ha dichiarato de Martino, sottolineando l’urgenza di garantire continuità negli investimenti per non disperdere i risultati positivi ottenuti grazie al Piano. L’incontro, che ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali e esperti del settore, ha messo in luce come le oltre 1.100 imprese associate ad Anie, che impiegano circa 490.000 persone e generano un fatturato di 118 miliardi di euro, si trovino in una posizione migliore rispetto alla media del manifatturiero italiano.

Nel 2025, infatti, la produzione manifatturiera ha registrato un calo dell’1,4%, mentre i comparti dell’Elettrotecnica e dell’Elettronica hanno mostrato una crescita di quasi 12 punti percentuali rispetto ai livelli pre-pandemia. Inoltre, nel primo semestre del 2026, il fatturato dei settori rappresentati da Anie ha visto un incremento del 9% nominale, rispetto al +3% della manifattura nel suo complesso.

I mercati abilitati dalle tecnologie Anie, che comprendono energia, edilizia, industria, infrastrutture e trasporti, hanno un valore complessivo di 930 miliardi di euro e un valore aggiunto diretto di 297 miliardi. Questi settori sono stati al centro degli interventi del Pnrr, rappresentando il 22% dei progetti finanziati, ma ricevendo il 63% dei fondi disponibili. Durante il periodo del Piano, il loro valore aggiunto è cresciuto mediamente del 10% all’anno, a fronte di un incremento del 2,9% per il resto dell’economia.

Un’indagine condotta da Anie e Teha su circa 200 imprese, che rappresentano il 35% del fatturato del settore, ha rivelato che l’80% di esse ha partecipato a progetti o gare legate al Pnrr. Per il 54% delle aziende coinvolte, questi progetti hanno generato oltre il 10% del fatturato previsto per il biennio 2024-2025, mentre il 32% ha riportato un incremento superiore al 20%. Tuttavia, il 79% degli associati ha espresso preoccupazione per la fine del Piano senza l’implementazione di ulteriori politiche di sostegno.

Tra i risultati tangibili emersi dall’assemblea, si segnalano un incremento del 32% nella diffusione della fibra ottica, un risparmio del 66% nell’energia primaria e un aumento del 25% nei chilometri di alta velocità. Nonostante questi progressi, permangono delle lacune significative, come il gap nelle competenze digitali: attualmente, solo il 54% degli adulti italiani possiede competenze digitali, ben al di sotto dell’obiettivo europeo dell’80%.

Secondo Anie, la risposta a queste sfide deve passare attraverso un approccio che unisca tecnologia, programmazione, semplificazione e rafforzamento del capitale umano. «È fondamentale dare prospettiva agli investimenti, creare le condizioni affinché le aziende possano crescere e fare della tecnologia una leva fondamentale della nostra competitività», ha concluso de Martino.

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