Lavoro

Infortuni sul lavoro in Italia: aumentano le denunce, ma calano i decessi nel 2025

di Redazione Settembre 22, 2026 3 min di lettura
Infortuni sul lavoro in Italia: aumentano le denunce, ma calano i decessi nel 2025

In Breve

Quante denunce di infortunio ci sono state nel 2025?
Nel 2025 ci sono state 600.000 denunce di infortunio sul lavoro.
Qual è il numero di decessi sul lavoro nel 2025?
I decessi sul lavoro nel 2025 sono stati 1.198.
Come sono cambiati gli infortuni in itinere?
Gli infortuni in itinere sono aumentati a 104.417 nel 2025.

Nel 2025, le denunce di infortunio sul lavoro in Italia hanno raggiunto quota 600.000, evidenziando un incremento dell’1,2% rispetto all’anno precedente. Questo dato è accompagnato da una significativa diminuzione dei decessi, che si attestano a 1.198, con una riduzione del 3,3%. Di queste denunce, 519.000 riguardano lavoratori e 81.000 studenti, con un incremento rispettivamente dello 0,8% e del 3,4%.

Analizzando i dati sugli infortuni avvenuti durante l’attività lavorativa, si registrano 414.917 casi, in aumento dello 0,5%. La maggior parte degli incidenti si verifica nel settore dell’Industria e dei servizi, che rappresenta l’89,7% del totale, mentre l’Agricoltura e il conto Stato coprono rispettivamente il 5,8% e il 4,5%. Rispetto al 2024, l’Industria e i servizi mostrano una crescita dello 0,6%, mentre l’Agricoltura segna un calo del 2,1%.

La diminuzione dei decessi sul lavoro, pari a 38 casi in meno (-4,1%), è interamente attribuibile al settore dell’Industria e dei servizi, che ha registrato 43 vittime in meno. Questo settore concentra l’85,2% delle denunce mortali, seguito dall’Agricoltura (13,5%) e dal conto Stato (1,3%). Tra i settori, le Costruzioni hanno riportato 175 denunce mortali (19 in meno), il Comparto manifatturiero 129 (8 in più) e Trasporto e magazzinaggio 126 (20 in meno).

Le lavoratrici rappresentano il 32,1% degli infortuni sul lavoro e il 6,1% dei decessi. Per quanto riguarda le fasce d’età, il 35,5% delle denunce riguarda lavoratori tra i 50 e i 64 anni, il 30,7% quelli sotto i 35 e il 30,6% la fascia 35-49. La percentuale di lavoratori over 64 è salita al 3,2%, rispetto al 2,9% del 2024 e al 2,4% del 2021. Tra le vittime, due su tre hanno più di 50 anni.

Gli infortuni in itinere, ossia quelli avvenuti tra l’abitazione e il luogo di lavoro, sono stati 104.417, con un aumento del 2,4%, superando i 103.492 casi del 2019. I decessi in itinere sono rimasti sostanzialmente stabili, con 299 casi rispetto ai 298 dell’anno precedente, ma comunque inferiori ai 335 del 2019.

L’intensità degli infortuni in rapporto agli occupati, secondo i dati Istat, è scesa a 1.720,4 infortuni ogni 100.000 occupati, con una diminuzione dello 0,3% rispetto al 2024 e del 13,4% rispetto al 2019. Anche l’incidenza dei decessi è diminuita, attestandosi a 3,69 decessi ogni 100.000 occupati, con una riduzione del 4,9% rispetto al 2024.

Per quanto riguarda le malattie professionali, nel 2025 si sono registrate 98.312 denunce, con un aumento dell’11,3% rispetto alle 88.338 del 2024. Questo rappresenta il dato più elevato degli ultimi 26 anni e un valore quadruplicato rispetto al 2000. L’incremento è attribuito all’azione di patronati e medici certificatori e viene interpretato come un’emersione del sommerso piuttosto che un peggioramento delle condizioni di lavoro. Le patologie muscolo-scheletriche costituiscono circa 70.000 casi, rappresentando tre denunce su quattro.

Fabrizio D’Ascenzo, presidente dell’Inail, ha sottolineato la necessità di estendere le tutele a nuove categorie di lavoratori, chiedendo l’abolizione del criterio selettivo del Testo unico per un principio di universalità. Ha anche evidenziato l’importanza di adeguare le prestazioni economiche per infortunati, tecnopatici e superstiti, proponendo l’aggiornamento delle tabelle di indennizzo del danno biologico e l’incremento dell’indennità giornaliera per inabilità temporanea assoluta. L’Inail conferma il suo impegno nel sostenere la salute e la sicurezza sul lavoro, attraverso l’implementazione di norme gestionali e il supporto economico alle aziende.

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