In Breve
- Cos'è l'Iscro 2026?
- L'Iscro 2026 è un'indennità straordinaria per lavoratori autonomi in difficoltà economica.
- Quali sono i requisiti per richiedere l'Iscro?
- I requisiti includono una diminuzione dei redditi e l'iscrizione alla Gestione Separata da almeno tre anni.
- Quando scade il termine per le domande?
- Il termine per presentare le domande è fissato al 31 ottobre 2026.
Il 2026 segna un’importante opportunità per i lavoratori autonomi in difficoltà economica grazie all’Iscro (Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa). Questa misura, assimilabile a un’indennità di disoccupazione, è destinata a coloro che sono iscritti alla Gestione Separata e che esercitano la loro attività professionale in modo abituale.
Le domande per accedere a questo sostegno temporaneo sono aperte dal 15 giugno e dovranno essere presentate entro il 31 ottobre 2026. Per poter beneficiare dell’Iscro, i richiedenti devono soddisfare alcuni requisiti fondamentali, tra cui una significativa diminuzione dei redditi. In particolare, il reddito da lavoro autonomo dell’anno precedente deve risultare inferiore al 70% della media dei redditi degli stessi due anni precedenti. Per chi presenta la domanda nel 2026, si considera il reddito dichiarato nel 2025 rispetto alla media del 2023 e del 2024.
In aggiunta, il reddito dichiarato non deve superare i 12.000 euro. È essenziale che il richiedente sia in regola con la contribuzione previdenziale obbligatoria e che la partita IVA sia attiva da almeno tre anni alla data di presentazione della domanda. È importante notare che non possono richiedere l’Iscro coloro che sono titolari di una pensione diretta o che sono assicurati presso altre forme previdenziali obbligatorie. Inoltre, l’Assegno di Inclusione è incompatibile con l’Iscro per l’intero periodo di fruizione.
L’indennità viene erogata per un periodo di sei mesi a partire dal giorno successivo all’invio della domanda. L’importo dell’indennità è pari al 25% della media dei redditi da lavoro autonomo dichiarati nei due anni precedenti all’anno di presentazione della richiesta, con un contributo che non può essere inferiore a 250 euro mensili e non superare gli 800 euro al mese. Gli importi saranno aggiornati annualmente in base alla variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati.
Un altro aspetto fondamentale è che i beneficiari dell’Iscro devono partecipare a percorsi di aggiornamento professionale. Nel 2026, possono richiedere il contributo coloro che non hanno mai presentato domanda nel 2024 e nel 2025, oppure chi ha visto le proprie domande respinte o revocate. La normativa stabilisce che non si può richiedere l’indennità nel biennio successivo all’inizio della fruizione, un limite che si applica anche a chi ha perso il diritto prima di ricevere tutte le sei mensilità.
È necessario mantenere l’iscrizione alla Gestione Separata; se un professionista ha versato regolarmente i contributi senza aver formalizzato l’iscrizione, la domanda non verrà bloccata, ma la posizione dovrà essere regolarizzata il prima possibile.
Le domande possono essere presentate online o attraverso il servizio telefonico dell’INPS entro il 31 ottobre 2026, autocertificando i redditi degli anni passati. Per l’invio telematico, si può utilizzare il Punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche o la pagina dedicata alla prestazione. Il servizio multicanale è raggiungibile al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) o al 06 164164 (da cellulare, costo a carico dell’utente).
