Economia

Manovra 2027: il governo cerca coperture per evitare nuovi deficit

di Redazione Ottobre 6, 2026 3 min di lettura
Manovra 2027: il governo cerca coperture per evitare nuovi deficit

In Breve

Quali sono i principali pilastri della manovra 2027?
I principali pilastri sono la tassazione d’ingresso per i giovani, l’estensione della fascia Irpef al 33% e misure per la casa.
Qual è la situazione del debito pubblico italiano?
Il debito pubblico supera il 138% del Pil.
Quali sono le stime di costo per le misure fiscali?
L'abolizione del bollo auto richiederebbe circa 5 miliardi, mentre l'innalzamento della soglia Irpef costerebbe circa 2,5 miliardi.

Il Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp) per il 2027 del governo italiano delinea un percorso della spesa netta che non lascia margini per un nuovo deficit. Questa situazione costringe l’esecutivo a cercare coperture per le misure fiscali e per gli aiuti ai giovani, in un contesto economico complesso caratterizzato dalla fine della procedura d’infrazione dell’Unione Europea, dalla crisi energetica e dalle turbolenze sui mercati, con un debito pubblico che supera il 138% del Pil.

La manovra si articola su tre pilastri principali: l’introduzione di una tassazione d’ingresso per i giovani, l’estensione della fascia Irpef al 33% e misure specifiche per il settore abitativo. Tuttavia, le ipotesi di intervento presentano costi variabili. Ad esempio, l’abolizione del bollo auto richiederebbe circa 5 miliardi di euro per una stabilizzazione triennale, considerando i 2,3 miliardi già stanziati per il 2027, sostenuti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr).

Un’altra proposta significativa è l’innalzamento della soglia dell’aliquota Irpef al 33%, che comporterebbe un costo di circa 2,5 miliardi. Antonio Misiani ha sottolineato che questa cifra è “poco meno di quanto verrebbe sottratto dal drenaggio fiscale dovuto all’inflazione”. Inoltre, la conferma della tassa piatta sugli aumenti contrattuali, sulle festività e sulla produttività è stimata in 2,6 miliardi, mentre l’aliquota al 5% per i neoassunti sotto i 35 anni è valutata intorno a 350 milioni.

Le questioni pensionistiche non sono da meno: l’uscita a 64 anni comporterebbe un costo annuale di circa 1,6 miliardi, e l’estensione della flat tax alle partite IVA fino a 100.000 euro appare meno realistica nel contesto attuale. Gli adeguamenti pensionistici all’inflazione rimangono una variabile critica, con i sindacati che stimano un possibile drenaggio fiscale tra 3,4 e 8 miliardi, sommandosi ai 30 miliardi che la Cgil ha calcolato come costi per i lavoratori tra il 2022 e il 2025.

Nel 2027, la spesa per interessi supererà i 100 miliardi di euro, e il tracciato della spesa netta del Patto di stabilità non consente ulteriori deficit. Ciò comporta il rischio di dover finanziare le misure con coperture integrali. Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha richiamato a una “maggiore attenzione” in questo contesto. Se il bilancio del 2027 rimarrà neutro, gli spazi disponibili potrebbero aumentare a circa 3,5 miliardi nel 2028 e 6,5 miliardi nel 2029, per un totale di circa 10 miliardi, influenzando il calendario degli interventi e spingendo a ripartire gli impegni su più anni.

Il governo punta a ottenere dall’Unione Europea, attraverso la clausola di salvaguardia nazionale, 14,4 miliardi di euro di extra-deficit tra il 2027 e il 2028 per l’energia e altrettanti per la difesa. Le risorse energetiche dovrebbero essere destinate a famiglie, studenti, imprese, pubblica amministrazione e infrastrutture, con possibili investimenti nel trasporto pubblico per gli studenti, incentivi per le energie rinnovabili, decarbonizzazione, ecobonus e reti di colonnine di ricarica.

Tra le alternative per reperire risorse, restano i tagli alla spesa o l’aumento delle entrate. Si discute della tassazione degli extraprofitti, con posizioni divergenti tra i partiti, e di un possibile ulteriore aumento delle accise sui tabacchi. Il Dpfp segnala una pressione fiscale al 43% nel 2026. Il documento quindi invita a concentrare gli interventi a più alto moltiplicatore, legandoli alle clausole europee su energia e difesa, e a distribuire il resto sul biennio, condizione che richiede coperture certe e la definizione di priorità che uniscano giovani, lavoro e competitività.

Aurelio Regina ha evidenziato che “aiutare le famiglie è necessario” e che “ridurre le bollette delle imprese deve essere una priorità”.

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