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Maxi operazione contro la prostituzione tra Brescia e Verona, 9 indagati

di italpress Luglio 30, 2026 2 min di lettura
Maxi operazione contro la prostituzione tra Brescia e Verona, 9 indagati

In Breve

Quante persone sono state indagate nell'operazione?

Nove persone sono state indagate e colpite da misure cautelari.

Quali province sono coinvolte nell'indagine?

Le province coinvolte sono Brescia, Mantova, Verona e Alessandria.

Qual è stato il risultato principale dell'operazione?

È stato sequestrato un noto locale di Lonato del Garda e disarticolata una rete criminale di sfruttamento della prostituzione.

Maxi operazione contro la prostituzione tra Brescia e Verona, 9 indagati

BRESCIA (ITALPRESS) – La Polizia di Stato e la Guardia di Finanza sono impegnati in una vasta operazione di polizia giudiziaria tra le province di Brescia, Mantova, Verona e Alessandria. Le forze dell’ordine stanno dando esecuzione a due ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari e a 7 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria nei confronti di 9 persone indagate, a vario titolo, per aver promosso, costituito e partecipato a un’associazione per delinquere finalizzata alla realizzazione di una casa di prostituzione, nonchè al reclutamento, allo sfruttamento e al favoreggiamento della prostituzione. Contestualmente, è stato posto sotto sequestro preventivo “impeditivo” un noto locale di Lonato del Garda (Brescia).

Le indagini, dirette dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Brescia e condotte tra febbraio e ottobre 2024 dalla Squadra Mobile e dal Nucleo Mobile della Compagnia della Guardia di Finanza di Desenzano del Garda anche tramite intercettazioni telefoniche e ambientali, hanno svelato una vera e propria attività imprenditoriale del sesso a pagamento. L’illecito giro d’affari, generato tra il 2021 e il 2024, veniva mascherato dietro la facciata di due fittizi enti non commerciali utilizzati per autoriciclare i proventi delittuosi.
A dimostrazione della pericolosità e del rischio di reiterazione, gli indagati – contestati a vario titolo anche per truffa ai danni dello Stato e omessa dichiarazione fiscale – avevano continuato la propria attività illecita persino dopo l’invito a rendere interrogatorio preventivo, limitandosi semplicemente a modificare la ragione sociale del locale. Da qui la decisione dell’Autorità Giudiziaria di disarticolare la rete criminale con i provvedimenti cautelari personali e patrimoniali scattati all’alba.

– Foto da video Polizia di Stato – Gdf –

(ITALPRESS).

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