Economia

Nuove tasse sui mini pacchi extra Ue: handling fee e dazio aumentano i costi per gli acquisti online

di Redazione Settembre 25, 2026 3 min di lettura
Nuove tasse sui mini pacchi extra Ue: handling fee e dazio aumentano i costi per gli acquisti online

In Breve

Cosa prevede la nuova tassa sui mini pacchi extra Ue?
La Commissione europea introduce una handling fee di 2 euro per articolo, che si somma al dazio di 3 euro.
Quando entrerà in vigore la nuova tassa?
La tassa entrerà in vigore il 1° novembre 2026.
Chi è responsabile del pagamento della tassa?
La responsabilità del pagamento della tassa passa all'operatore che vende o facilita la vendita a distanza.

La Commissione europea ha ufficializzato l’introduzione di una nuova tassa sui beni acquistati online e importati da Paesi extra Ue. A partire dal 1° novembre, una handling fee di 2 euro per articolo si sommerà al dazio forfettario di 3 euro, già in vigore dal 1° luglio. Questa misura si applicherà ai beni con un valore fino a 150 euro.

L’atto delegato, pubblicato il 21 settembre, stabilisce che la nuova tassa è fissata al minimo della forbice tra 2 e 4 euro, e mira a coprire i costi sostenuti dalle dogane per la gestione delle spedizioni, inclusi la raccolta e la verifica dei dati, l’analisi dei rischi e i controlli sulle merci. Nei primi due mesi dall’introduzione del dazio, l’Italia ha registrato un incasso di 83 milioni di euro, ma ha anche visto un calo delle importazioni del 39% rispetto al bimestre precedente.

È importante notare che l’atto delegato deve ancora ottenere l’approvazione del Parlamento europeo e del Consiglio, che hanno 30 giorni dalla notifica per sollevare obiezioni. In assenza di rilievi, il regolamento sarà pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Ue e entrerà in vigore il giorno stesso, mentre la tassa sarà applicata dieci giorni dopo.

La handling fee e il dazio sono misure distinte: il dazio è un prelievo sulle merci, mentre la handling fee è destinata a coprire i costi operativi delle dogane. L’importo di 2 euro è stato calcolato per riflettere i costi approssimativi della vigilanza doganale necessaria per immettere in libera pratica i beni venduti a distanza.

Nel 2025, si stima che circa 6 miliardi di articoli siano stati trattati nell’Ue, per il 90% provenienti dalla Cina. Tuttavia, le ispezioni condotte nei 27 Stati membri hanno evidenziato che oltre il 60% dei prodotti controllati non rispettava gli standard europei.

Una novità significativa è che la tassa non sarà riscossa direttamente dal consumatore alla consegna. Con il nuovo Codice doganale, la responsabilità doganale per le vendite online passa all’operatore che vende o facilita la vendita a distanza. Ciò include grandi piattaforme come Shein, Temu e AliExpress, oltre a venditori extra Ue su altri marketplace, compreso Amazon. Gli operatori potranno comunque trasferire il costo sui prezzi finali.

È previsto che l’importo della handling fee possa essere rivisto ogni due anni, sulla base di un rapporto sui costi sostenuti dalle amministrazioni doganali. Inoltre, dal 1° luglio 2028, entrerà in vigore una seconda handling fee per le merci che transitano da depositi doganali prima della vendita, il cui importo è ancora da definire.

In Italia, resta in sospeso l’introduzione di un contributo di 2 euro per spedizione previsto dalla legge di Bilancio 2026. La sua entrata in vigore è stata posticipata più volte e il governo dovrà trovare un meccanismo per evitare sovrapposizioni con la tassa Ue, senza compromettere il gettito. I rinvii hanno già comportato minori coperture per oltre 102 milioni di euro e, dal 2027, si prevede un mancato introito di 245 milioni di euro all’anno.

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