Economia

Novartis acquisisce diritti su terapia mRNA di Abogen: un passo verso l’innovazione biotech

di Redazione Ottobre 2, 2026 2 min di lettura
Novartis acquisisce diritti su terapia mRNA di Abogen: un passo verso l’innovazione biotech

In Breve

Qual è l'accordo siglato tra Novartis e Abogen?
Novartis ha acquisito i diritti su ABO2203 da Abogen per lo sviluppo di una terapia mRNA, con un pagamento iniziale di 575 milioni di dollari.
Qual è il valore potenziale dell'accordo?
L'accordo potrebbe raggiungere un valore complessivo di 7,8 miliardi di dollari.
Cosa mira a trattare ABO2203?
ABO2203 è progettato per intervenire sul sistema immunitario e trattare malattie autoimmuni.

Il colosso farmaceutico Novartis ha recentemente siglato un accordo di licenza con Abogen Biosciences, una società biotech cinese, per lo sviluppo di una terapia innovativa basata su RNA messaggero (mRNA). L’intesa prevede un pagamento iniziale di 575 milioni di dollari e un valore potenziale complessivo che potrebbe raggiungere i 7,8 miliardi di dollari.

Il candidato terapeutico, denominato ABO2203, è progettato per «resettare» il sistema immunitario, eliminando una specifica popolazione di cellule T che causa malattie autoimmuni, nelle quali il sistema immunitario attacca i tessuti sani dell’organismo. Questo approccio mira a indurre il corpo del paziente a produrre una molecola terapeutica, aprendo nuove possibilità nel trattamento di patologie complesse.

Oltre al pagamento iniziale, l’accordo include opzioni su ulteriori programmi sviluppati da Abogen, il che potrebbe portare la società cinese a incassare fino a ulteriori 7,2 miliardi di dollari se tutti gli obiettivi concordati verranno raggiunti. Inoltre, Abogen riceverà royalties sulle vendite future del prodotto.

Il titolo di Novartis ha registrato una flessione dell’1,4% alla chiusura della borsa di Zurigo, evidenziando la reazione del mercato a questa importante operazione. Tuttavia, l’accordo si inserisce in una strategia più ampia delle grandi case farmaceutiche, che stanno cercando di espandere e diversificare le proprie pipeline attraverso collaborazioni con aziende biotech cinesi, sempre più riconosciute per la loro innovazione.

Negli ultimi giorni, altre big pharma hanno annunciato accordi simili. Ad esempio, Novo Nordisk ha acquisito i diritti su una terapia orale contro l’obesità sviluppata dalla cinese Jiangsu Hengrui Pharmaceutical, con un valore potenziale di 2,6 miliardi di dollari. Anche AstraZeneca ha investito 2 miliardi di dollari in Summit Therapeutics per uno sviluppo congiunto di un trattamento oncologico, mentre GSK ha siglato un accordo con Chimagen Biosciences per un candidato farmaco destinato ai tumori del sangue.

Queste partnership sono strategiche per le big pharma, poiché consentono di accedere a programmi già avviati, riducendo i costi e i rischi associati alla ricerca interna, soprattutto in un contesto in cui le scadenze per i farmaci blockbuster si avvicinano. L’interesse crescente per le biotech cinesi riflette una tendenza globale verso l’innovazione e l’efficienza nel settore farmaceutico.

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