Economia

L’Ocse rivede al rialzo la crescita del Pil italiano per il 2026: +0,9%

di Redazione Settembre 23, 2026 2 min di lettura
L’Ocse rivede al rialzo la crescita del Pil italiano per il 2026: +0,9%

In Breve

Qual è la previsione di crescita del Pil italiano per il 2026?
L'Ocse prevede una crescita del Pil italiano allo 0,9% per il 2026.
Che impatto ha l'inflazione sulle previsioni economiche?
L'inflazione in Italia è prevista al 3% nel 2026, influenzando il potere d'acquisto.
Quali fattori influenzano i rincari energetici?
I rincari energetici sono legati ai prezzi del petrolio greggio e ai margini di raffinazione.

L’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (Ocse) ha recentemente aggiornato le sue stime riguardanti la crescita del Prodotto Interno Lordo (Pil) italiano per il 2026, portandola allo 0,9%, un incremento significativo rispetto all’0,5% previsto a giugno. Questo aggiornamento è stato rilasciato nell’ambito dell’Economic Outlook intermedio, mentre il rapporto completo sarà pubblicato in seguito.

Per il 2027, l’Ocse mantiene la previsione di crescita del Pil italiano allo 0,6%, e prevede un aumento del 0,5% per il 2025. Questi dati evidenziano un’ottimistica prospettiva economica per il Paese, nonostante le sfide attuali.

Riguardo all’inflazione, l’Ocse ha segnalato che l’aumento dei prezzi in Italia è iniziato prima del conflitto in Medio Oriente. Le previsioni indicano un’inflazione del 3% per il 2026, mantenuta rispetto alla stima di giugno, e un incremento al 2,6% nel 2027, rispetto al 2,2% indicato in precedenza. Tuttavia, è stata effettuata una revisione al ribasso per l’inflazione di fondo, con il dato atteso per il 2026 che scende dall’2,3% all’1,9%, lo stesso livello previsto per il 2025. Per il 2027, la previsione rimane al 2%.

Le analisi dell’Ocse collegano i rincari energetici all’andamento del prezzo del petrolio greggio e ai maggiori margini di raffinazione. Questo contesto è caratterizzato da crescenti colli di bottiglia nel settore della raffinazione, che influiscono sui costi per i consumatori.

Inoltre, l’Ocse ha osservato che l’aumento dei prezzi dei carburanti coincide con livelli di salari reali in alcune economie del G20, inclusa l’Italia, che si trovano ancora al di sotto o al livello pre-pandemia. Questo scenario solleva preoccupazioni riguardo al potere d’acquisto delle famiglie italiane e alla sostenibilità della ripresa economica.

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