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CarpeCarbon e Michelin: un passo avanti nella cattura della CO2 a Cuneo

di Redazione Ottobre 23, 2026 3 min di lettura
CarpeCarbon e Michelin: un passo avanti nella cattura della CO2 a Cuneo

In Breve

Cosa prevede l'accordo tra CarpeCarbon e Michelin?
L'accordo prevede lo sviluppo di un impianto di cattura e valorizzazione della CO2 presso lo stabilimento di Michelin a Cuneo.
Qual è l'investimento previsto per l'impianto?
L'investimento per l'impianto è di 2 milioni di euro.
Quando entrerà in funzione l'impianto?
L'impianto entrerà in funzione nel secondo semestre del 2027.

La start-up torinese CarpeCarbon e Michelin Italiana hanno recentemente siglato un accordo per sviluppare un impianto innovativo di cattura e valorizzazione della CO2 atmosferica presso lo stabilimento di Michelin a Cuneo. Questo rappresenta il primo impianto industriale di CarpeCarbon, che utilizza la tecnologia proprietaria di direct air capture (DAC) integrata in un processo produttivo.

La realizzazione del progetto pilota è prevista per dicembre 2025 presso la sede di Caselle, in provincia di Torino. L’accordo prevede che la CO2 catturata direttamente dall’atmosfera venga utilizzata per specifiche applicazioni industriali all’interno del sito, contribuendo a ridurre la quantità di anidride carbonica che Michelin attualmente acquista da fornitori esterni. La parte di CO2 non utilizzata da Michelin sarà gestita da CarpeCarbon per stoccaggio e per l’emissione di crediti di carbonio, attestanti la rimozione di CO2 equivalente.

L’impianto richiederà un investimento di 2 milioni di euro e avrà una capacità nominale di 300 tonnellate di CO2 all’anno, con l’entrata in funzione prevista nel secondo semestre del 2027. CarpeCarbon ha in programma di aumentare la capacità complessiva a 5.000 tonnellate annue entro il 2028-2029 e a 50.000 tonnellate nel 2030. Questo modello di crescita si basa su impianti modulari, integrabili nei siti industriali esistenti e alimentati a bassa temperatura, per esempio con calore di scarto disponibile in loco, oltre a moduli stand-alone alimentati da calore solare.

La tecnologia sviluppata da CarpeCarbon utilizza grandi filtri attraverso cui viene fatta passare l’aria atmosferica; un solvente solido trattiene le molecole di CO2, lasciando passare le altre componenti. La CO2 catturata è misurabile e certificabile e può essere stoccata in modo permanente, ad esempio tramite mineralizzazione in materiali da costruzione o in formazioni geologiche come rocce basaltiche. Inoltre, può essere utilizzata come materia prima in diverse applicazioni industriali, dalle bevande gassate alla produzione di sustainable aviation fuel (SAF).

CarpeCarbon sta anche sviluppando capacità di stoccaggio geologico in Italia, avendo già mappato i siti idonei. Fondata nel 2022, la società opera come EPC (engineering, procurement and construction) e offre anche servizi di manutenzione post-vendita. Giuliano Antoniciello, cofondatore e amministratore delegato di CarpeCarbon, ha dichiarato: “Abbiamo sviluppato una tecnologia proprietaria, oggetto di tre brevetti, e investito nella realizzazione di un impianto pilota. Iniziare a attuare questo piano con una realtà industriale di primo piano come Michelin è fondamentale per accelerare le fasi successive dello sviluppo industriale della tecnologia. Vogliamo che questo sia solo l’inizio per estendere il nostro modello a molte altre realtà produttive in Italia, in Europa e nel mondo.”

Attualmente, CarpeCarbon impiega 13 persone e prevede di aumentare il personale a 14 unità. Finora ha raccolto circa 4,5 milioni di euro in venture capital e circa 0,5 milioni in finanza agevolata. È in corso un nuovo aumento di capitale, motivato dalle prospettive di riconoscimento del carbon removal nell’integrazione al sistema ETS e dalla crescente domanda di clienti interessati ad adottare questa tecnologia. Tra gli investitori figurano Cdp Venture Capital e 360 Capital.

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